Quando a Bud Spencer e Terence Hill fu assegnato in città il Premio Apollo

Era il 23 dicembre del 1970 e furono ospitati assieme al regista Enzo Barboni. La cena allo Zeta club

Quando a Bud Spencer e Terence Hill fu assegnato in città il Premio Apollo

Era il 23 dicembre del 1970 e furono ospitati assieme al regista Enzo Barboni. La cena allo Zeta club

Dal 5 all’8 giugno Ferrara ospiterà la kermesse dedicata agli attori Bud Spencer e Terence Hill, alla quale sarà presente anche il popolare attore di Don Matteo. Per Terence Hill, in fondo, sarà un ritorno a Ferrara poiché il 23 dicembre del 1970 egli, insieme a Bud Spencer e al regista Enzo Barboni, venne nella nostra città in occasione della proiezione al pubblico al cinema “Apollo” del film di E. B. Clucher (Enzo Barboni). Fu una grande festa ed un grande successo.

I due attori ricevettero anche il “Premio Apollo” che con il sostegno di Antonio Azzalli, Daniele Rubboli e il sottoscritto hanno organizzato per alcuni anni premiando anche altri protagonisti del cinema italiano tra cui il premio Oscar Ennio Morricone. Il pubblico ferrarese in quell’occasione ebbe a conoscere due attori dall’innata simpatia, che hanno apprezzato la città ma soprattutto il cibo. Antonio Azzalli organizzò una cena in un locale di viale Po, lo Zeta club, ed abbiamo avuto modo di scoprire che erano due buone forchette.

Al cinema Apollo si erano esibiti prima in un duetto che aveva entusiasmato il pubblico. Nell’occasione Antonio Azzalli li accolse calorosamente e fece dono loro di un mazzo di fiori. Personalmente ricordo che l’innata simpatia dei due attori ebbi modo di notarla anche quando il regista Tonino Valerii li invitò a “Roseto Opera Prima “, festival in cui mi occupavo dell’Ufficio Stampa.

Il regista aveva avuto Terence Hill come interprete di “Il mio nome è Nessuno”(1973), film in cui lui era un abile pistolero di nome Nessuno cresciuto nel mito delle imprese di Jack Beauregard (Henry Fonda) che poi incontra e in un finto duello uccide liberandolo dal mito di giustiziere. Per ricordare Bud Spender sarebbe il caso che In occasione della Kermesse venisse anche proiettato il documentario “Lo chiamavano Bud Spencer” (2017) di Karl – Martin Pold, dove attraverso la storia di due fans sfegatati che vogliono portare un regalo a Bud Spencer viene ripercorsa la sua carriera, dai successi sportivi fino alla sua scomparsa. Ma anche “Le 1000 vite di Bud Spencer(2019) di Alessandro Capone, dove si racconta l’incredibile storia di questo beniamino del pubblico attraverso filmati di famiglia inediti, backstage esclusivi dei suoi film ed interviste ai familiari.

E per ricordare il trio che diede vita a “Lo chiamavano Trinità” anche il documentario “Lui era Trinità”(2023) sulla vita e la carriera del produttore cinematografico Italo Zingarelli.