"Rifiuti, tutelare i cittadini Introduciamo il cash back"

La proposta di Campo Democratico: "Non tornare al servizio in house"

"Rifiuti, tutelare i cittadini  Introduciamo il cash back"
"Rifiuti, tutelare i cittadini Introduciamo il cash back"

"Tornare al servizio di raccolta rifiuti in house sarebbe un errore grossolano". Non solo. Il Comune, concedente del servizio ambiente a Ferrara, "avrebbe il dovere di rappresentare e tutelare gli interessi dei propri cittadini. Per cui, sarebbe il caso di chiedere ad Hera di restituire il denaro ai cittadini ferraresi: cash back". La proposta arriva da think tank di centrosinistra, Campo Democratico, che sostiene la sua tesi con un’argomentazione ben precisa, all’indomani della possibilità – paventata dal Comune a seguito di uno studio Unife – di tornare al servizio di gestione diretta del servizio. "I cittadini – spiegano da Campo Democratico – svolgono un’attività fondamentale nella selezione dei rifiuti, spesso non semplice come quando si tratta di pulire la plastica conferita, di lavare i barattoli e i vetri, di separare gli imballaggi compositi e termoaccoppiati. Questo modello di servizio, nel quale gli utenti sono coinvolti operativamente nella catena del valore del fornitore di servizi si chiama customer engagement. Senza questo lavoro non sarebbe possibile alcuna raccolta differenziata (che a Ferrara ha raggiunto l’87%) e se Hera dovesse selezionare e differenziare a valle della raccolta i rifiuti dovrebbe spendere tanto in personale e in tecnologie".

Ma non è tutto. La seconda proposta che avanza Campo Democratico, forse, è di ancor più semplice attuazione. "Chiediamo – proseguono dal think tank – che Hera guadagni un milione in meno (nel 2022 avrebbe guadagnato 371,3 milioni anziché 372,3) per affidare a una cooperativa sociale il compito di dislocare sulle strade ferraresi 30 ragazzi svantaggiati (al costo medio unitario di 30mila euro l’anno), dotati delle necessarie attrezzature per ripulire e spazzare le isole ecologiche e i tratti di strada più sporchi". "Abbiamo tutti sotto gli occhi i rifiuti che si accumulano fuori dai cassonetti, dalle sportine del pattume a ogni sorta di oggetto domestico rotto e abbandonato per strada – osservano –: il problema non è evidente solo in città e nelle periferie, ma anche in tante isole ecologiche nelle frazioni". Optando per la soluzione indicata da Campo Democratico, la multiutility "ne trarrebbe un vantaggio di immagine straordinario e ridurrebbe il rischio che la proposta della gestione in house fosse sostenuta da un referendum – la chiosa –, mentre il Comune dimostrerebbe che è disposto a rinunciare a qualche euro di dividendo per tutelare salute e decoro dei propri cittadini".