Sentenza mafia nigeriana. Nelle intercettazioni choc il ruolo chiave di ’Chako’

Nelle trecento pagine di motivazioni emerge l’associazione per delinquere di stampo mafioso dei VikingsArobaga. Tra i capi la figura di Shaka Abubakar .

Un’associazione per delinquere di stampo mafioso, quella dei VikingsArobaga che emerge senza ombra di dubbio nelle quasi trecento pagine di motivazioni scritte dai giudici del Collegio (presidente Sandra Lepore), che ha firmato la sentenza di condanna (da un minimo di 10 a 22 anni di reclusione) di diciassette affiliati al clan nigeriano che aveva monopolizzato lo spaccio della droga nel quartiere Gad e in altre zone della città per anni. Pagine in cui vengono descritte le figure apicali degli imputati coinvolti e i rapporti tra di loro, il sistema di comunicazione per scambiarsi informazioni e la struttura gerarchica. Una minuziosa ricostruzione di ruoli e compiti che è stata possibile per la squadra mobile di Ferrara, coordinata dal pm della Dda Roberto Ceroni, anche grazie alle numerose intercettazioni ascoltate durante le indagini. E se Emmanuel Okenwa, al secolo dj Boogye, è stato riconosciuto la ‘mente’ del cult e responsabile nei confronti della madrepatria della zona emiliano-veneta, non meno importante il ruolo di Shaka Abubakar, detto Chako, nigeriano di 36 anni, con già alle spalle guai per spaccio e resistenza pubblico ufficiale. E un ruolo dirigenziale all’interno di quello che i giudici definiscono un sodalizio criminoso di stampo mafioso con estensione transnazionale. Chako, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, aveva il ruolo di coordinator nell’ambito ferrarese "per avere gestito, coordinato e inciso sulle dinamiche relazionali – sottolineano i giudici ferraresi - sia interne che esterne al gruppo e anche rispetto ai rapporti con le bande rivali (gli Eiye per Ferrara). Assumendo decisioni e dettando direttive". Continuando a gestire il mercato dello spaccio di cocaina ed eroina anche quando era ristretto agli arresti domiciliari. Le intercettazioni. Subentrato nel ruolo di coordinator ferrarese a Lucky Anthony Odianose (Ubeba), perché quest’ultimo arrestato nell’ambito dell’inchiesta per il tentato omicidio del machete, dalle telefonate intercorse anche con dj Boogye emerge chiaramente come Ckako continuasse a gestire lo spaccio e a prendere accordi per il reperimento della droga, anche ristretto ai domiciliari. È l’11 gennaio 2019 quando Boogye nonostante il divieto si reca a casa di Chako, per accordarsi. "Stai attento…controlla bene fuori", e Boogye con calma "Tranquillo, apri la porta" . Altra intercettazione ritenuta fondamentale dagli inquirenti per il ruolo di Chako, sempre con Boogye detto anche ‘Pope’, avviene il 24 giugno 2019 per discutere su un giovane da affiliare ‘su cui volevano lavorare. È Boogye a chiamare Chako "Bene fratello c’è un ragazzo su cui vogliono lavorare…mi capisci?", aggiungendo poi di volerne prima parlare con lui. "Andate pure avanti", la risposta "fateglielo pure (il rito di iniziazione, ndr) e dategli pure la speranza, usate la testa".

Impossibile non leggere in queste conversazioni così come in molte altre che anche Chako fosse ai vertici del cult e, di conseguenza, come si fosse di fronte a un’associazione per delinquere di stampo mafioso (avendo rilevato anche metodi intimidatori) dedita allo spaccio della ‘noce bianca’ come i Vikings definiscono sia la cocaina che l’eroina, quando parlano tra di loro.