Silvan, omaggio all’artista maledetto

La Galleria del Carbone ricorda la pittura inquietante dell’allievo di De Pisis .

Silvan, omaggio all’artista maledetto

Autoritratto di Silvan.

Con la presentazione del catalogo con il Ritratto di Moira Orfei, oggi alle 17 si chiude la mostra e terminano le manifestazioni promosse dall’Accademia del Carbone per ricordare una delle figure d’artista più interessanti e, nello stesso tempo, inquietanti della seconda metà del Novecento. Allievo di Filippo De Pisis, che conobbe grazie all’amicizia della nipote Bona Tibertelli de Mandiargues, compagna di studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nei primi tempi della sua produzione, Silvan sviluppò un ductus pittorico, simile a quello del maestro, per farsi poi stile personale. La pennellata stenografica e pastosa iniziale subì un’evoluzione, mutò di dimensioni, si ridusse nella frequenza, sciogliendosi in macchie di colore, che vitalizzarono la superficie sulla quale si dipanava il racconto, e nel quale ampi spazi della superficie stessa si facevano protagonisti di primo piano. Già nel 2013, in occasione del quarantennale della morte, la Galleria del Carbone aveva organizzato una mostra di opere inedite, che mettevano in luce l’ecletticità di questo artista che diede prova di maestria anche come scenografo e produttore di oggetti d’arte per arredamento. In occasione di quella mostra fu lanciato un appello agli estimatori di Silvan a presentare documenti e opere che consentissero di aggiornare il già ricco archivio della sua produzione. Risultato, nel nuovo catalogo 2024 figurano oltre venti immagini di dipinti inediti molto interessanti di proprietà di nuovi prestatori. Un intero capitolo è dedicato alla raccolta di disegni e documenti frutto di un’amicizia stretta con la famiglia Giuliani, durata oltre quindici anni. La notte del 20 febbraio 1973, la costellazione dei pittori maledetti si arricchiva di una nuova stella: il pittore Silvan Gastone Ghigi veniva travolto e ucciso da un camion sulla Statale Adriatica 16, in prossimità di Canaro mentre, in stato confusionale, appiedato da un compagno occasionale col quale pare stesse dirigendosi a Venezia, tentava di fermare un camion che lo riportasse a Ferrara.