Smog, una città da bollino rosso. Dai bus ai taxi, la sfida sostenibile: "Così ci difendiamo nel traffico"

Svolta green per le flotte delle aziende private e pubbliche: "Un modo per tutelare dipendenti e utenti"

Smog, una città da bollino rosso. Dai bus ai taxi, la sfida sostenibile: "Così ci difendiamo nel traffico"

Smog, una città da bollino rosso. Dai bus ai taxi, la sfida sostenibile: "Così ci difendiamo nel traffico"

Un corridoio stretto tra Alpi e Appennini, dove domina il colore rosso. Quello dello smog, ormai alle stelle. Un bel bollino c’è sulla città di Ferrara. Picco di polveri sottili, nebbia pesante come piombo. Una cappa che, le temperature ieri hanno toccato i 16 gradi, rende pesante il respiro in un’illusione di primavere, che sembra giocare d’anticipo. Non è Milano, nella città della Madonnina siamo al record, ma non tira una bell’aria nemmeno qui. E così, per l’annesima volta, restano in vigore i divieti alle auto e il tetto al riscaldamento anche se in pochi ormai hanno i termosifoni accesi. Non solo la primavera, hanno giocato d’anticipo anche nell’impresa di trasporti di Mimma La Valle, azienda che porta il suo nome, orgoglio di una famiglia che ha fatto la storia macinando chilometri, a bordo generazioni. "I nostri mezzi sono tutti euro sei, il massimo nel capitolo della salvaguardia dell’ambiente", dice M imma La Valle, il piazzale baciato da un sole che sembra eccessivo per febbraio. Al suo fianco il direttore generale Paolo Pastorello. I seggiolini rifiniti in pelle, la tv, il bagno e pure l’angolo per il caffè. Sono corriere, sembrano aerei di linea. Il muso allineato nel piazzale.

Cento i dipendenti, il 30% donne. "Già da un po’ di anni abbiamo adeguato la nostra flotta, facciamo il possibile nel nome dell’ambiente, del green. Un modo per tutelare il personale e gli utenti", aggiunge. Ma non sempre i ritmi di produzione di ’macchine’ verdi riescono a seguire i dettami di una politica che sembra fare il passo un po’ più lungo. Troppo incalzante la marcia ecosostebile che spesso diventa – il gioco di parole è d’obbligo – ben poco sostenibile. Gli autisti sono in prima linea, per ore nel traffico, sulla strada. "Non possiamo imporre le mascherine, sono liberi di usare gli accorgimenti che ritengono più opportuni per proteggersi dallo smog. Noi la nostra parte la facciamo", e mostra tabelle, grafici, numeri. "Il basso impatto ambientale è un oggettivo punto di forza dell’autobus", sottolinea. Viene prima, nella classifica verde, del motorino, auto, furgone e dell’aereo. Paolo Pastorello si avvicina ad uno di quei giganti, ha il motore acceso. Non esce nemmeno un filo di fumo.

Dal privato al pubblico, l’ambiente sembra essere diventato un comandamento. Nel piazzale della stazione c’è il bus numero 13 di Tper (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna). Al volante Daniele Benini. Ha 24 anni, è stato assunto da poco. Con una mappa studia le vie della città, i percorsi. Solo dopo un mese con gli occhi alla cartina potrà lasciare il deposito per fare rotta tra strade e piazze della città. Al suo fianco l’istruttore, si chiama Nicola Azzalli. "L’azienda da tempo sta adeguando con forti investimenti la flotta dei mezzi pubblici, certo è importante avere attorno un ambiente a misura d’uomo, aria pulita", sostengono entrambi. Ma non è facile e periodicamente le follie del clima ci mettono davanti una sfida che sembra un cammino ad ostacoli, un lungo cammino. Benini si studia la mappa. "Questo lavoro mi piace", sottolinea. Una risposta la sua ad un problema che sta diventando cronico, non si trovano conducenti. Non mancano invece gli autisti dei taxi, un’altra professione che viene fatta in strada, per ore. Mirko Mariani ha 28 anni alle spalle, 28 anni ad ingranare terza, quarta e quinta nel traffico della città. Gli occhi puntati sulla strada, un saluto al cliente che sale a bordo. "Siamo un po’ fatalisti – afferma, ogni giorno in mezzo al traffico –. Sì, c’è qualcuno di noi che indossa la mascherina. Sono pochissimi".