"Spal, darò tutto me stesso. E ai ragazzi dico: giocate. Con me i sogni dei tifosi"

Oggi alle 18.30 al Mazza l’esordio in Coppa del neo mister con Sestri Levante .

"Spal, darò tutto me stesso. E ai ragazzi dico: giocate. Con me  i sogni dei tifosi"

"Spal, darò tutto me stesso. E ai ragazzi dico: giocate. Con me i sogni dei tifosi"

Sestri Levante stasera in Coppa Italia, poi Pescara e Lucchese, tutte al ’Paolo Mazza’ nel volgere di tre giorni: comincia alle 18.30 il tour de force spallino di Leonardo Colucci. Col raro ’privilegio’ di concludere mercoledì prossimo una gara iniziata da altro allenatore. Non capita a molti…. "Quando subentri – spiega lui, barba lunga, profilo umile per un sanguigno, eloquio da filosofo meridionale – devi stare attento soprattutto a non far danni e dare certezze ai giocatori con pochi concetti chiari: con una gara ogni tre giorni non è semplice ma non puoi far altro. Nei primi allenamenti ho visto che i ragazzi stanno soffrendo la situazione: bene, significa che hanno un’anima. Non voglio vederli contratti e a loro dico di non aver paura e di essere sereni: da oggi se sbagliano la colpa è solo mia. Devono giocare la partita, non farsene giocare. La frase è di Mazzone".

Idea di gioco? 4-3-3?

"In partenza sì, ma un 4-3-3 interpretato. Poi si potrà anche cambiare, il giocatore deve essere sempre un camaleonte: gli dò una moneta al giorno che loro debbono immagazzinare. Anche io di mio mi so adattare a seconda delle loro prerogative tecniche. Il sistema di gioco è secondario, conta che tu sappia cosa fare quando hai palla e quando non l’hai. Vedo giovani bravi e li sosterrò, ho fatto settore giovanile e so che l’errore è parte dell’apprendimento. Non mi interessa se uno sbaglia, mi dà noia se non ci prova".

Che significa "interpretato"? "Che negli ultimi 20 metri conta l’interpretazione: l’allenatore deve esser bravo a far arrivare lì i giocatori, e da lì subentra il calciatore. So di avere una squadra di qualità e cercherò di estrarne il massimo: ma debbono dare tutti anche quantità, il 10+1 non funziona più".

Sente la pressione di una piazza come Ferrara?

"Quella c’è anche in Terza categoria. In Italia sarà sempre così per una cultura del risultato che andrebbe cambiata. Da noi chi arriva secondo e terzo è un fallito. Ma se hai portato a 120 all’ora un motore da 110 e hai migliorato i giocatori, per me hai vinto. Per rispondere, comunque, diciamo che sento la responsabilità affidatami, la proprietà mi ha dato in mano una città e i suoi sogni".

Se si guarda dietro cosa vede?

"In passato ho fatto anche errori, a volte magari voluti, ma ho sempre messo il massimo della passione e ai calciatori dico sempre che se vogliono essere ricordati, devono dare in modo che alla fine abbiano vinto. Uno che allena da anni invece, se non ha qualche esonero non è allenatore. Chi va per mare non può non imbarcare acqua…". Che dice del girone?

"Ci ho fatto 4 anni e in questo vedo più squadre attrezzate per il vertice del solito. E’ il più duro quest’anno, e ci dobbiamo preparare bene mentalmente. Contro la Spal la motivazione viene facile. Ci aspettano al varco e dobbiamo preparare le gare al 120%, perché al 110 non basterà".

Lo staff di Colucci si compone del vice Giuseppe Montanaro e del preparatore atletico Raffaele Gagliardo, che fu con lui al Bologna.