"Stop trivelle, rischi per il Delta". Prosegue la battaglia per l’ambiente

Comacchio, Zamboni (consigliera regionale Europa Verde) presenta una risoluzione alla giunta

"Stop trivelle, rischi per il Delta". Prosegue la battaglia per l’ambiente
"Stop trivelle, rischi per il Delta". Prosegue la battaglia per l’ambiente

COMACCHIO

Stop a nuove trivellazioni in Adriatico che aggraverebbero la subsidenza e la risalita del cuneo salino nel Delta del Po, rendendo inutilizzabile a fini irrigui l’acqua del fiume e con grave danno anche dell’habitat naturale, e favorire nuove attività di prevenzione alla siccità, promuovere l’efficientamento dei sistemi irrigui, favorire l’uso razionale della risorsa idrica in tutti gli ambiti di uso.

Sono queste le richieste contenute nella risoluzione presentata in questi giorni dalla consigliera regionale di Europa Verde, prendendo in esame la situazione contingente: "Nelle ultime settimane sta tenendo banco sui media europei la siccità devastante che ha colpito la regione spagnola della Catalogna e anche l’Italia in questo inizio d’anno appare già in difficoltà – spiega -: tutti gli indicatori rilevanti (precipitazioni, umidità del suolo, temperature) evidenziano che il 2024 è iniziato con segnali preoccupanti per la situazione idrologica italiana. Secondo il servizio europeo Copernicus, l’indicatore che combina la disponibilità di acqua e la salute di vegetazione ed ecosistemi ci segnala che siamo già in fase ‘warning’ da tenere monitorato. In altre parole, il 2024 parte con una situazione preoccupante come già avvenuto con il 2022, con il sud in situazione di maggiore sofferenza". Da qui la risoluzione per chiedere alla giunta di proseguire gli interventi già avviati a tutela della risorsa idrica e promuovere sia la conoscenza di buone pratiche, sia gli investimenti nel campo del risparmio idrico in edilizia, nel turismo, nel comparto produttivo, in agricoltura e nella zootecnia intensiva, promuovendo in particolare il riuso delle acque reflue a fini irrigui, provvedendo ai necessari adeguamenti tecnologici dei depuratori urbani e di quelli delle industrie. Zamboni ritiene altresì necessarie misure specifiche volte al trattenimento della risorsa e, tra gli altri obiettivi, propone la desigillazione dei suoli per favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana, la creazione di aree di bioritenzione, "ovvero superfici vegetate ad elevata permeabilità dotate di depressione per l’accumulo dei deflussi dalle superfici impermeabili circostanti (strade, marciapiedi, tetti)" e una serie di altre misure. L’elenco delle richieste prosegue con la richiesta a sollecitare le multiutility presenti in regione a realizzare, tra le altre cose, interventi rapidi e mirati volti a limitare al minimo le perdite nella rete idrica regionale. Nel documento, Zamboni propone anche l’adozione di dispositivi idonei ad assicurare una riduzione del consumo di acqua.

Valerio Franzoni