Torna la Festa dei popoli. Tanti idiomi, una preghiera. Messa con l’arcivescovo

Un momento di incontro domani alle 17 nella basilica di San Francesco. Saranno presenti tutte le comunità linguistiche delle varie parrocchie .

Torna la Festa dei popoli. Tanti idiomi, una preghiera. Messa con l’arcivescovo
Torna la Festa dei popoli. Tanti idiomi, una preghiera. Messa con l’arcivescovo

La Festa dei popoli, celebrata ormai da diversi decenni in Italia, è uno degli appuntamenti più amati dalle comunità degli immigrati cattolici. Nella nostra Arcidiocesi è preparata dall’Ufficio per la pastorale dei migranti, coadiuvato dai cappellani di lingua straniera, e sarà presieduta dall’arcivescovo Gian Carlo Perego domani alle 17 nella basilica di San Francesco. La giornata seguirà il tema dell’anno, suggerito da papa Francesco ‘Liberi di migrare o restare’, e avrà come finalità il coinvolgimento di tutta la comunità ferrarese per stimolare la conoscenza e l’apprezzamento delle qualità, valori, capacità di ogni popolo presente sul territorio; mirando a creare l’apertura di spazi in cui i rappresentanti dei diversi popoli possano trovare i modi più opportuni per comunicare la loro originalità. Sarà uno spazio di dialogo a cui sono invitate tutte le comunità linguistiche delle parrocchie diocesane (comunità francofona, filippina, inglese, latinoamericana, polacca, ucraina, romena), oltre agli italiani.

Si pregherà lo stesso Dio ma in lingue diverse, accompagnati da un coro multietnico che canterà in italiano, spagnolo, francese, inglese, tagalop, romeno e ucraino. Anche la preghiera del Padre Nostro e la Preghiera Universale saranno recitate nelle varie lingue poiché la Chiesa conferisce grande rilevanza alla lingua materna dei migranti, attraverso la quale esprimono la mentalità, le forme di pensiero, di cultura e i caratteri stessi della loro vita spirituale e delle tradizioni delle loro Chiese di origine. Non mancheranno balli e canti in costumi tipici africani che accompagneranno l’offertorio con la presentazione di generi alimentari portati sull’altare nel ricordo dell’offerta dei Magi. La celebrazione sarà arricchita ulteriormente dal gemellaggio con l’Ufficio Migrantes di Bergamo, presente con un centinaio di rappresentanti accompagnati dal direttore don Sergio Gamberoni. Dopo la messa i partecipanti condivideranno i cibi tipici offerti dalle varie comunità, con l’accompagnamento di musiche etniche e balli. Un’occasione importante per esprimere il desiderio di essere capiti, ma anche di comprendere la cultura del paese ospitante.