Un matrimonio molto speciale. In riabilitazione dopo l’ictus. A Cona il ’sì’ di Enrico e Sabrina

Da Treviso al San Giorgio dove Gentili sta continuando a fare passi da gigante fino al grande giorno. La moglie: "I primi mesi sono stati durissimi, poi il passo importante. E ora la richiesta di sposarlo".

Un matrimonio molto speciale. In riabilitazione dopo l’ictus. A Cona il ’sì’ di Enrico e Sabrina

Sabrina Biscaro ed Enrico Gentili sposati nelle stanze dell’Unità gravi cerebrolesi di Cona. davanti all’ufficiale del Comune Laura Tonioli

Hanno detto il loro ’sì’ nelle stanze dell’Unità gravi cerebrolesioni di Cona, dove Enrico è tornato a vivere. Con una cerimonia semplice, in presenza di familiari e operatori sanitari, Sabrina Biscaro ed Enrico Gentili si sono sposati davanti all’ufficiale del Comune Laura Tonioli. Enrico è arrivato al San Giorgio dopo l’ictus che lo ha colpito ad inizio settembre scorso. E da Treviso, dove abita con la moglie e le figlie Ada ed Lisa di 12 e 10 anni, hanno preso la strada di Ferrara per affrontare il lungo cammino della riabilitazione, non ancora terminata, che ha però ridato ad Enrico la speranza per un ritorno in famiglia.

E martedì 26 marzo, nella sala riunioni della riabilitazione, solo una semplice scritta con il pennarello nero su una lavagnetta: ’Enrico & Sabri oggi sposi!’. Al loro fianco le due figlie, la sorella e la nipote di Enrico. E gli operatori sanitari del San Giorgio.

"Ci siamo voluti sposare qui, e ora, – dice commossa Sabrina – per suggellare i grandi risultati di Enrico in questo difficile percorso. Mio marito è stato colpito da un ictus e da diverse complicanze successive. Dopo un lungo periodo di coma, affrontato all’ospedale di Treviso, abbiamo scelto il San Giorgio dove sta continuando a fare straordinari progressi". Enrico Gentili, avvocato civilista, innamorato dei viaggi, potrà presto tornare a casa e rivivere la quotidianità che da troppo tempo la malattia lo aveva costretto a rinunciare. "Il nostro primo incontro – prosegue Sabrina – è stato nel 2008. Lui aveva 38 anni, io 37. Entrambi avevamo sempre la valigia pronta, la passione per i viaggi e il camper. Fin quando sono nate le nostre bambine, che ci hanno trasformato la vita. Enrico, oltre al lavoro, ama la scrittura e dopo aver realizzato il primo libro era già pronto per la stesura del secondo".

Sabrina prende respiro e torna con la mente all’incubo. "Eravamo rientrati da Romania e Bulgaria quando Enrico è stato colpito da un ictus per via di una malformazione congenita. Il primo episodio lo ha avuto il 30 agosto, poi un secondo, il più importante, l’1 settembre. Nei giorni successivi è stato sottoposto a due interventi chirurgici nel corso dei quali, per una complicanza, ha rischiato di perdere la vita. Dopo un mese di coma Enrico ha prima aperto gli occhi, per poi riprendere piano piano coscienza. Ha iniziato a muovere un dito, poi un altro, poi la mano e un piede. E’ iniziata così la sua riabilitazione. Fin quando ci hanno consigliato il San Giorgio. Il responsabile della Terapia intensiva di Treviso ha parlato con Susanna Lavezzi, direttrice dell’Unità operativa gravi cerebrolesioni del Sant’Anna, e dopo una valutazione accurata è stato approvato il suo trasferimento. Era il 6 dicembre 2023. Noi non abbiamo mai perso la speranza". I primi mesi sono stati durissimi, poi ecco il passo importante. "Ed è stato a questo punto che lui mi ha chiesto di sposarlo...". Una festa, chiude in lacrime la neo-sposa, "commovente, emozionante, bellissima".

red.cro.