Nuove regole sull’abuso dei botti

Questo articolo esprime la preoccupazione di un cittadino riguardo all'abuso dei botti di Capodanno, che rappresentano un pericolo per la sicurezza pubblica, inquinano l'aria e stressano gli animali. È necessario proteggere gli esseri più vulnerabili e prendere coscienza dell'impatto che questa tradizione ha sull'ambiente. #RispettiamoLaNatura

Nuove regole sull’abuso dei botti
Nuove regole sull’abuso dei botti

Gentile redazione, mi rivolgo a voi in qualità di cittadino profondamente preoccupato riguardo all’abuso dei botti di Capodanno anche nella nostra città. Desidero esprimere la mia ondanna per l’eccessivo utilizzo di fuochi d’artificio, che non solo rappresentano un pericolo per la sicurezza pubblica ma hanno anche effetti dannosi sull’ambiente e sul benessere degli animali. Questa pratica, oltre a creare disagio per chi soffre di problemi respiratori, inquina pesantemente l’aria che respiriamo. Non possiamo più ignorare l’impatto negativo che questo spettacolo di luci e suoni ha sulla nostra salute e sull’ecosistema circostante. Mi preme sottolineare come gli animali, in particolare cani e gatti, siano tra i principali danneggiati da questa tradizione irresponsabile. Molti di loro vivono in uno stato di ansia costante durante la notte di Capodanno, e il continuo boato dei botti li spaventa e li stressa. È nostro dovere proteggere anche gli esseri più vulnerabili della nostra comunità, e l’abuso dei fuochi d’artificio rappresenta una grave trascuratezza nei loro confronti. Oltre a ciò, mi preoccupa profondamente l’ignobile abitudine di lasciare residui di botti e resti di fuochi d’artificio abbandonati in giro per la città. Questo comportamento non solo deturpa il nostro ambiente, ma anche potenzialmente mette a rischio la sicurezza di chiunque incontri questi residui, specialmente i più piccoli. Siamo responsabili del nostro ambiente e del benessere di tutti i membri della nostra comunità, umani e animali. Lasciamoci alle spalle le pratiche dannose e iniziamo un nuovo anno con maggiore consapevolezza e rispetto per il nostro amato contesto di vita. Grazie. Cordiali saluti,

Franco G.

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