Sold out nei ristoranti di Imola, dal pesce alla spoja lorda: prenotazioni a gonfie vele

Soddisfazione nei locali dopo i difficili anni di pandemia e restrizioni. Chef e titolari: "Menù fisso e alla carta. Tante le opzioni per i clienti"

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Imola, 31 dicembre 2023 – Il cenone di San Silvestro al ristorante convince ancora gli imolesi e le prenotazioni sono andate a gonfie vele. Rispetto al passato, però, cambiano le tendenze di mercato e la clientela si divide tra i fedelissimi del menù fisso e chi predilige la scelta alla carta.

Il ristorante San Domenico ha pochi dubbi e sfodera la solita esperienza stellata di qualità aperta da tre portate di antipasto di pesce: crudo di ricciola al sale di Cervia con gel di yuzu, quinoa croccante e giardino di verdure d’inverno poi cappasanta alla plancia con riduzione di ostriche e Martini dry, vongole veraci alle erbe. Chiusura tra scampi e fegato d’oca. Primi da antologia: gnocchi di patata ‘Rossa di Imola’ conditi con ragù di molluschi e crostacei alle erbe da abbinare ai ravioli di astice e burrata con salsa di crostacei alla paprika. Si continua con il filetto di branzino al tegame su vellutata di sedano rapa al burro di nocciola poi, a cavallo della mezzanotte, cotechino e lenticchie. Gran finale con piccola pasticceria, dessert e brindisi: "Tanti i posti già riservati da coppie ma ci sono anche tavoli con più persone – anticipa lo chef Massimiliano Mascia –. Il menù celebra il pesce ma non rinuncia alla tradizione nel momento clou della serata". E ancora: "Un 2023 da incorniciare come afflussi – aggiunge –. Finalmente un’annata a pieno ritmo dopo la pandemia e la nostra chiusura di alcuni mesi per rinnovare la cucina. Full immersion delle feste poi ci riposeremo dall’1 al 22 gennaio".

Al ristorante Popeye di via Quaini il sold out è già realtà: "Grazie alla fiducia dei clienti abituali e un po’ di passaparola – svela il titolare Mattia Mezzetti –. Molte le coppie in sala ma pure tavolate più grandi. Menù di solo pesce in linea con le proposte del resto dell’anno. Puntiamo su prodotti freschi, reperibili sul mercato in questi giorni, cucinati con pochi fronzoli".

E allora via libera al gusto con gallinella, fregola, broccolo romanesco e quinoa soffiata poi calamari ripieni di cannolicchi e patate su fagioli dall’occhio. Si prosegue con risotto gli ‘Aironi’, scampi, carciofi e caviale seguito da baccalà, cavolo nero, sedano rapa e ‘nduja. Traguardo dolce con soufflé al gianduia e pistacchi di Bronte, piccola pasticceria, uva, datteri e torroncini.

Scelta alla carta all’Hostaria 900 di viale Dante: "Confermatissima dopo i consensi dello scorso anno – sottolinea Orazio Galanti –. Le tendenze sono cambiate e non è più tempo di vincolare la gente a quel lungo elenco di piatti a prezzo importante. Più libertà ma senza rinunciare alla qualità".

Pesce, carne e anche tartufo: "Coppie, tavoli da 3-4 persone e anche una comitiva fissa dei nostri Capodanni – specifica –. C’è chi sceglie di cenare alle 19.30 per andare a vedere i fuochi artificiali alla Rocca a mezzanotte".

L’Osteria di Dozza, invece, lancia il ballottaggio tra carne e pesce: cocktail e buffet di benvenuto poi il dubbio tra le alici fritte al cartoccio o la culatta stagionata di Langhirano con burro e crostini caldi come antipasto. Primo tra spoja lorda con ragù di scorfano e pomodorini o lasagne verdi gratinate della tradizione alla bolognese. Il secondo? Seppie con piselli o brasato di guancia di maiale alla sangiovese poi, per tutti, il dolce: "Proposta flessibile con alternanza tra carne e pesce. In pratica, una doppia carta – precisa il titolare Davide Arcangeli –. Pochi vincoli, meno portate ma ben curate, prezzo alla portata di tutti. Il mercato ormai non richiede più cenoni infiniti. Le prenotazioni sono in linea con gli anni passati".