LORENA CELLINI
Cronaca

"Al Sert otto accessi su dieci per la cocaina"

L’allarme del dottor Mario De Rosa, responsabile del Sert: "Soprattutto i minorenni rischiano di subire modelli sbagliati"

"Al Sert otto accessi su dieci per la cocaina"

"Al Sert otto accessi su dieci per la cocaina"

Al Sert di Civitanova, otto accessi su dieci dipendono dall’abuso di cocaina. Sono 672 le persone in cura con problemi droga, alcol, ludopatia, anche minorenni, e tanti sono gli inserimenti in comunità per i casi più gravi. Il dottor Mario De Rosa, direttore del dipartimento territoriale, ripete questi numeri ogni volta che ne ha l’occasione per sottolineare l’emergenza e li ha illustrati anche al prefetto Isabella Fusiello che, durante il Comitato per l’ordine pubblico, su Civitanova ha usato toni di rara fermezza per la situazione in città (non solo figlia della movida) diventata terreno per comportamenti off limits anche da parte di giovanissimi.

"Da un punto di vista psicologico – spiega De Rosa – i ragazzi che vengono da noi presentano tutti una spinta positiva iniziale che è quella di affermarsi, di sentirsi prestanti, efficienti, piacevoli e popolari. Il problema è che se non si raggiunge questo modello subentrano frustrazioni e la fase nichilista".

La fase in cui si cerca un aiuto?

"È il momento in cui entra in gioco l’alcol e soprattutto la cocaina, che la fa da padrona e dà un senso di onnipotenza. Il punto è porrere limiti. Occorre che ci siano medium sociali e istituzionali in grado di orientare l’energia dei giovani e contenerla entro i limiti, spostandola in attività positive, ma oggi questi spazi mancano e il risultato è che la modalità che i giovani, soprattutto i minorenni, conoscono è quella di doversi sentire sempre performanti, leggeri, spiritosi a costo di andare oltre".

Che si può fare?

"Lavorare per creare contesti e favorire, tra i giovani, relazioni che diano valore non solo al godimento senza limiti, ma che promuovano lo sviluppo di capacità e abilità non distruttive. Ci vuole una forte spinta sociale, una convergenza delle istituzioni e ci deve essere una comunicazione forte sul valore di un altro tipo di modello. Ma, va onestamente detto, è molto difficile perché la situazione è parecchio complessa".

Soprattutto perché sembra saldamente affermato il modello del vivere sopra le righe.

"Dobbiamo partire dal fatto che se l’eroina era un sedativo, la cocaina al contrario crea uno stato di eccitazione. Poi, di sottofondo c’è sempre l’uso smodato della cannabis, diventata come il fumo delle sigarette. Alcol e droga infine sono una miscela micidiale e adesso dal nord Europa sta arrivando la moda dello Sniffy, una sostanza stimolante in polvere che si usa come la cocaina e che rischia di affermarsi. Questo è lo scenario, la complessità di cui parlo, perché la propensione al godimento senza limiti, dove tutto è possibile, impera nella società edonistica, degli adulti e dei giovani. Nessuno chiede di eliminare il divertimento, ma a demolire i filtri protettivi si creano situazioni gravi e credo che il prefetto questo l’abbia proprio voluto chiarire".