Anziani in cerca di aiuto: "In tanti lasciati soli. E le case di riposo sono sempre più care"

Marcucci (Auser): le richieste di assistenza sono in aumento "Molte famiglie non hanno la possibilità economica di tenere i loro anziani nelle strutture assistenziali: aumenti fino a 300 euro".

Anziani in cerca di aiuto: "In tanti lasciati soli. E le case di riposo sono sempre più care"

Due anziani a passeggio (foto d’archivio)

Sono sempre di più le richieste di aiuto da parte di anziani soli, che si trovano ad affrontare malattie lunghe in contesti, a volte, anche di disagio economico. È drammatica la situazione nella provincia di Macerata, dove casi del genere sono in aumento, ma molto spesso restano nell’ombra. Nonostante tutto, le associazioni di volontariato fanno la loro parte. Lo sa bene Antonio Marcucci, presidente provinciale dell’Auser, associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata a valorizzare gli anziani e a far crescere il loro ruolo attivo nella società.

Marcucci, tragedie come quella avvenuta a Corridonia fanno riflettere su come sia vissuta l’esperienza della malattia in tanti anziani. Come si presenta la situazione nella nostra provincia?

"Le richieste di aiuto che arrivano alla nostra associazione sono in aumento. Sono tante le persone deboli, fragili e in difficoltà nella nostra provincia. Come associazione noi lavoriamo proprio con loro. In tanti chiedono se ci sia, ad esempio, la possibilità di mandare dei volontari alle loro abitazioni: chiedono e hanno bisogno di aiuto".

Quali sono le problematiche che gli anziani soli si trovano costretti ad affrontare?

"Ci sono molte famiglie che non hanno la possibilità economica di tenere gli anziani nelle case di riposo. Le rette sono aumentate e non tutti se lo possono permettere. Molti di questi anziani sono soli. Senza considerare poi le liste di attesa per queste strutture. Quelle con prezzi più "abbordabili" hanno liste di attesa infinite. Le rette, in generale, sono aumentate anche di 300 euro a carico delle famiglie. Come associazione abbiamo cercato di mobilitare enti, sindaci. Le strutture hanno le loro ragioni, ma le famiglie non ce la fanno economicamente. Ne abbiamo parlato tanto di questo tema, dando conto di quello che sta succedendo, con iniziative che hanno interessato diversi Comuni della provincia".

Come associazione in che modo aiutate gli anziani della provincia?

"Noi cerchiamo di essere il più vicino possibile alle famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà. Ad esempio con telefonate quotidiane, è un modo per dare un segno di vicinanza, che è importante. Inoltre, ci occupiamo di andare a fare la spesa, comprare le medicine, accompagnare gli anziani soli al cimitero a trovare i loro cari defunti. Li accompagniamo all’ospedale, a fare le visite mediche. Tutto quello che c’è necessità di fare. Stiamo lavorando anche ad un progetto per unire anziani soli e giovani studenti fuori sede. Anziani soli potrebbero ospitare i ragazzi, che a loro volta potrebbero dare una mano in casa, dividere le spese ad esempio delle bollette, fare compagnia agli anziani e aiutarli in caso di necessità".

Come presidente dell’associazione Auser, cosa si sente di dire a tutti gli anziani che vivono soli in un contesto di disagio, che sia economico ma anche legato alle problematiche che una malattia può trascinare con sé?

"Bisogna chiamare gli enti locali, le associazioni, i servizi sociali. Bisogna parlarne, la solitudine non può fare altro che causare tragedie, portare problemi ancora più grandi. E invece una soluzione si può trovare, in qualche modo si può fare. Non bisogna isolarsi, parlare può fare la differenza. E anche le associazioni possono fare la loro parte".