Autorizzazione negata al circo Ora il Tar boccia il Comune

Dopo il braccio di ferro dello scorso anno, i giudici hanno dato ragione a Maya Orfei

Autorizzazione negata al circo  Ora il Tar boccia il Comune
Autorizzazione negata al circo Ora il Tar boccia il Comune

di Paola Pagnanelli

Il "Madagascar Circus" vince al Tar contro il Comune di Macerata, che aveva negato la possibilità di fermarsi al centro fiere. La vicenda era esplosa lo scorso settembre, quando il circo di Maya Orfei era arrivato a Villa Potenza, scatenando le proteste degli animalisti. La società aveva chiesto il 16 giugno l’autorizzazione al Comune, producendo poi altri documenti e specificando la volontà di rimanere in città dal 9 al 19 settembre. Il Comune prima aveva chiesto ulteriori documenti, inviati il 10 agosto, poi però aveva ritenuto ancora insufficiente la documentazione alla luce del regolamento del 2022 sul benessere animale.

Nello specifico, mancava la convenzione con un ospedale veterinario, che avrebbe dovuto garantire il ricovero giorno e notte degli animali, e doveva essere vicino a Macerata. Il Madagascar aveva replicato tramite l’Ente nazionale circhi, evidenziando l’abnormità e l’illegittimità di tali richieste: in tutte le Marche non esiste un ospedale veterinario abilitato alla cura di elefanti e giraffe, come del resto in tutta Italia. In questa materia, aveva aggiunto, valgono le linee guida della commissione scientifica Cites. Il circo aveva mandato tutti i documenti sulle condizioni di salute dei suoi animali, e aveva anche stipulato una convenzione con una clinica di Ravenna. Ma il Comune aveva negato l’autorizzazione, e così il circo si era rivolto al Tar. Tra le contestazioni, il fatto che il regolamento comunale prevedesse criteri inapplicabili, contraddittori e inattuabili. Per questo, oltre a chiedere l’annullamento del diniego, il circo aveva chiesto l’annullamento di tutto il regolamento. In sede cautelare, il ricorso era stato accolto.

Nel corso dell’esame del merito della vicenda, per il Comune l’avvocato Giuseppe Ferrari ha spiegato che per gli animali di grande taglia (in particolare elefanti e giraffe) il termine "ospedalizzazione" usato nel regolamento non andava inteso alla lettera, poiché tali animali vanno curati in loco. Inoltre, la difesa ha informato il Tar che l’amministrazione intendeva predisporre per il futuro un elenco delle strutture idonee a curare gli animali dei circhi. E alla luce di questi chiarimenti, il Tar ha accolto il ricorso solo per quanto riguarda il diniego al Madagascar Circus, salvando il regolamento purché applicato come spiegato dall’avvocato Ferrari. Dai documenti, sottolinea tra l’altro il Tar, emerge che il Comune ha approfondito la vicenda solo dopo aver negato l’autorizzazione alla ditta, scoprendo che gli animali di grossa taglia si curano sul posto, mentre il documento del Suap chiedeva la possibilità di ricovero e vicino Macerata, introducendo un requisito che in realtà nel regolamento non c’era. L’impiego degli animali nei circhi è un’attività lecita, chiarisce il Tar, dunque "le Regioni e i Comuni non possono, neanche in via surrettizia (approvando leggi eo regolamenti in materia di benessere animale) impedire o ostacolare l’attività circense".