Caso Superbonus, il Pd non si fida: "Tante incognite sulla ricostruzione"

La retromarcia del governo sulla revoca non convince i dem: il provvedimento va ripristinato come era

Caso Superbonus, il Pd non si fida: "Tante incognite sulla ricostruzione"

Un momento della conferenza stampa del Partito democratico sul caso Superbonus: nonostante la retromarcia del governo sulla revoca dei benefici, l’opposizione è preoccupata (foto Calavita)

C’è preoccupazione da parte del Partito democratico per la gestione del Superbonus da parte del governo. Nonostante le rassicurazioni arrivate dopo la revoca dei benefici, i dem bacchettano la gestione da parte del centrodestra. "Il Superbonus va ripristinato come era, o si rischia di mettere fine alla ricostruzione proprio adesso che era ripartita, dando la possibilità a chi aveva perso casa di ricostruire senza accolli. Per il 2024 si prevedono 400 milioni di Superbonus, di cui 70 sono per il terremoto del 2009 in Abruzzo – spiega Angelo Sciapichetti, segretario provinciale –, quindi 330. La filiera istituzionale della destra non funziona. Non si sa cosa succederà nel 2025, neanche per quanto riguarda il terzo settore".

Il Partito democratico regionale intanto terrà oggi una mobilitazione a Pretare di Arquata per tenere vivo il tema. "Abbiamo il dovere di chiedere a chi governa, considerando anche che Acquaroli è il vice commissario alla ricostruzione, perché a marzo 2024 si sta tornando indietro su impegni finanziari, o come mai le Rsa e le case popolari sono escluse da questo provvedimento – dice il consigliere regionale Carancini riferendosi al taglio del ministro Giorgetti –. Guido Castelli si è insediato ad inizio 2023, licenziando una media fino a fine aprile di tre pratiche al giorno, contro le 16 che licenziava l’ex commissario Legnini. Castelli è l’uomo passivo di questo provvedimento. Si fa bello con risorse procurate da chi c’era prima. Non si può ribaltare la verità. Hanno tolto ai cittadini, ai terremotati e alle fasce più deboli. Le risorse che erano preventivate erano legittime, i tagli al bilancio nazionale vanno fatti sulle spese inefficienti, che sono abbastanza". Narciso Ricotta, consigliere comunale, sottolinea: "Ci sono famiglie di terremotati che non riescono a far fronte all’accollo previsto sul progetto. Le ditte che operano nel cratere, poi, devono sapere chi le pagherà. Non sono osservazioni che facciamo perché siamo all’opposizione, lo dice Confartigianato, lo dice la Cna". Marco Belardinelli, segretario del circolo di Camerino, dice: "Già il taglio alla zona franca urbana è stato pesante; la misura del Superbonus, se non si sa fin dove arriva, non è utilizzabile non perché non bastino le risorse, 330 milioni per il 2024 dovrebbero essere sufficienti, ma perché impedisce di progettare, con il 2025 che è un’incognita". Rodolfo Frascarello (responsabile organizzativo del Pd di Macerata) aggiunge: "Con queste incertezze potrebbe innescarsi un pericoloso meccanismo a catena che significherebbe un raddoppio dei prezzi a fine dicembre, con una speculazione enorme in vista del 2025". Il matelicese Danilo Cimmino sostiene che "bisogna preoccuparsi anche dell’aspetto sociale dei territori, con i paesi che si stanno sempre più spopolando e le famiglie gravate da difficoltà economiche". Matteo Pascucci, tolentinate: "Ci impegniamo per una controfiliera efficiente. Anche nei comuni il Pd c’è". Raffaele Consalvi, cingolano, aggiunge: "La narrazione della filiera istituzionale non funziona, la gestione del terremoto lo evidenzia". Ninfa Contigiani, segretaria comunale del Pd a Macerata, chiosa: "Nella filiera governativa della destra le Marche non esistono, con la complicità di Acquaroli".