Comitato per migliorare il trasporto scolastico

È formato da una dozzina di famiglie, Atc e amministrazione. La presidente: "Siamo aperti alla collaborazione e al confronto con tutti"

Si è costituito in città il Patto Educativo Allargato: l’obiettivo che si propone è creare una rete collaborativa tra famiglie, Atac e amministrazione comunale per discutere insieme i problemi che gravitano intorno all’istituzione scolastica e, per quanto riguarda Civitanova, in particolare intorno al servizio trasporti.

Per ora a tirare le fila del discorso sono una dozzina di famiglie di Santa Maria Apparente, ma è intenzione dei promotori coinvolgere anche Fontespina e Civitanova Alta, vale a dire le periferie dove il problema è più avvertito. A monte dell’iniziativa, secondo quanto riferiscono le stesse famiglie, alcuni disguidi che si sono verificati di recente ( ma anche in passato), le richieste, però, sono anche di altro genere. Innanzitutto, il comitato chiede l’istituzione di una figura di riferimento in Comune, con la quale si possa interloquire in caso di necessità. E poi l’elenco delle necessità più immediate e avvertite dalle famiglie. Tra queste, la rateizzazione del costo dell’abbonamento scolastico per chi abbia due o più figli che fruiscano del servizio. In secondo luogo, la previsione di un abbonamento anche per una sola corsa al giorno ad uso esclusivamente scolastico, il ricorso a ragazzi del servizio civile come accompagnatori, l’uso di uno scuolabus per gli studenti delle elementari e medie al posto del pullman di linea e la formazione degli autisti che sono in contatto diretto con i bambini, perché sappiano tutti ben rapportarsi con loro.

Prima a rispondere a sollecitazioni di tale tipo, fanno presente le famiglie, è stata l’assessore ai servizi sociali Barbara Capponi che si è interessata al problema, mentre anche la dirigenza Atac ha provveduto all’adozione dei provvedimenti più urgenti e segnalati. Obiettivo del comitato, in poche parole, è il coinvolgimento delle parti nella definizione di un servizio che riguarda più da vicino le famiglie, e facilitare il dialogo tra loro e le istituzioni per meglio disciplinare il rapporto scuola-società.

A presiedere il comitato è Natalia Conestà, vice presidente è Katia Buonarota. "Da anni – dice la Conestà – si parla di scuola aperta, di collaborazione, comunità educanti e cose del genere, nella consapevolezza che oggi la scuola da sola non ce la fa ad affrontare i complessi problemi che il momento educativo richiede. Passiamo dalle parole ai fatti", aggiunge, "la comunità va coinvolta ed è chiamata a collaborare. È quanto si propone il comitato".