Conducenti di autobus introvabili: "Stipendi bassi e tante responsabilità, arriveranno autisti da fuori Europa"

Belardinelli: Contram è in una situazione borderline, in altre zone delle Marche hanno dovuto tagliare le corse "Guadagnano 1.500 euro al mese: è la stessa somma di dieci anni fa, ma nel frattempo l’inflazione è esplosa".

Conducenti di autobus introvabili: "Stipendi bassi e tante responsabilità, arriveranno autisti da fuori Europa"
Conducenti di autobus introvabili: "Stipendi bassi e tante responsabilità, arriveranno autisti da fuori Europa"

"Il problema c’è, e se non si fa qualcosa rischia di aggravarsi. Il ricorso a lavoratori extra Ue è una delle possibilità già in avanzata fase di studio in diverse regioni, a partire dalla Campania". Stefano Belardinelli, presidente di Contram spa, conferma come sia sempre più difficile trovare conducenti per gli autobus del trasporto pubblico locale (e non solo).

Come siamo messi?

"Per quanto riguarda Contram direi che siamo in una situazione borderline: per un autista che esce uno ne entra, ma siamo al limite. La situazione è ancora sotto controllo nel sud delle Marche dove, bene o male, gli autisti ancora si trovano. Ma va peggio al nord, in particolare nel pesarese, dove le carenze sono tali che è stato inevitabile tagliare qualche linea. Noi, come detto, ancora riusciamo a coprire i vuoti che si aprono, ma con sempre più difficoltà".

Perché non si trovano autisti?

"Pesano diversi fattori. Un tempo il conducente di un tram a Milano, tanto per fare un esempio, era un’istituzione, una professione a cui si guardava con il massimo rispetto. Oggi non è più così. Nel tempo il trasporto pubblico locale è stato svalorizzato e, con esso, hanno perso riconoscimento sociale e attenzione anche coloro che lavorano in quest’ambito. E, poi, i giovani non sono attratti da una professione che richiede grande responsabilità e attenzione, ma con una bassa retribuzione".

Bassa quanto?

"Mediamente siamo attorno ai 1.500 euro. Ma il problema è un altro: si tratta della stessa somma di dieci anni fa, un valore rimasto fermo mentre l’inflazione è molto aumentata. Le aziende sono le prime a dire che gli autisti devono essere pagati meglio, ma dentro una cornice di regole e tempi che tutti devono rispettare. Con 108 milioni di euro, poco più del 2% del fondo nazionale trasporti, le Marche hanno una dotazione che le colloca all’ultimo posto tra tutte le regioni. C’è stata la pandemia, che ha imposto l’impiego di risorse aggiuntive e, poi, l’esplosione dei costi per i carburanti, con le tariffe ferme al 2015".

Che cosa si può fare?

"In provincia il trasporto pubblico locale risente delle scarse dotazioni nazionali, con la conseguenza di essere orientato solo al trasporto degli studenti, ma non per il turismo o per i lavoratori. Bisogna aumentare le risorse e incentivarne l’uso. Vanno adeguate le retribuzioni e attuati interventi per reperire autisti. Come Contram, al dipendente che voglia diventare autista diamo un contributo per sostenere i costi (circa 4mila euro) per prendere la patente e abbiamo avviato contatti con alcune scuole professionali, al momento senza risultato. Un aiuto potrebbe venire dalla proposta di abbassare da 21 a 19 anni l’età per poter guidare un bus".