Convegno nazionale. La quattordici maestre che cambiarono la scuola

In due giorni sarà ricostruita la vita e approfondita l’opera di Giovanna Legatti di Apiro e delle sue colleghe che alle elementari introdussero una nuova didattica.

Convegno nazionale. La quattordici maestre che cambiarono la scuola

Convegno nazionale. La quattordici maestre che cambiarono la scuola

Si avvicina la data dell’8 marzo, giorno dedicato all’universo femminile. Molte saranno le iniziative in provincia. Una di queste si terrà nell’auditorium della biblioteca comunale Mozzi Borgetti a Macerata. Si tratta di un importante convegno nazionale dedicato a "Le maestre della Repubblica. Le insegnanti elementari italiane tra antifascismo, educazione democratica ed emancipazione di genere nel secondo dopoguerra".

Le giornate di studi saranno due, venerdì 8 (pomeriggio) e sabato 9 (mattino) marzo, e serviranno a ricostruire la vita e approfondire l’opera e il pensiero di quattordici maestre italiane che nel secondo dopoguerra decisero di cambiare il proprio modo di fare scuola, mettendo in discussione il modello autoritario in voga fino a quel momento per trasmettere i valori di pace, democrazia e giustizia a quelle bambine e a quei bambini che sarebbero divenuti i primi cittadini della nuova Italia repubblicana. Tra loro anche Giovanna Legatti, la maestra di "Coldigioco" di Apiro che assieme al marito Giuseppe Tamagnini è stata punto di riferimento per il Movimento di cooperazione educativa in Italia. Assieme a lei, nel corso della prima sessione di lavoro, saranno ricordare le figure di Margherita Zoebeli, Anna Marcucci Fantini, Sara Cerrini Melauri, Luisa Tosi, Lina Tridenti e Linda Criscuolo, mentre nella seconda sessione saranno presentate le figure di Maria Luisa Bigiaretti, Dina Bertoni Jovine, Carmela Mungo, Alba e Lia Finzi, Idana Pescioli, Anna Maria Princigalli e Marcella Dallan.

Queste maestre puntarono, con coraggio e tenacia, a cambiare la scuola per cambiare la società, perché essa era il luogo nel quale si compivano le prime fondamentali esperienze di socializzazione e di partecipazione alla vita comunitaria ed era pertanto fondamentale che tali esperienze fossero improntate sin da subito ai valori sanciti dalla nuova Costituzione repubblicana. Erano socialiste e comuniste, cattoliche ed ebree, accomunate dall’utilizzo in classe delle innovative tecniche didattiche introdotte dall’attivismo pedagogico, fondamentali per mettere bambine e bambini al centro della propria azione educativa e farne motori del cambiamento che loro stesse incarnavano.

Il convegno è organizzato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea "Mario Morbiducci", dal Gruppo territoriale dell’Mce e dal Comune di Macerata, in collaborazione con Proteo Fare Sapere Marche e Flc Marche, nonché col patrocinio dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, del Consiglio regionale delle Marche, del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, dell’Associazione per la memoria e la storia delle donne in Veneto rEsistenze e della Fondazione Idana Pescioli di Pontedera.