Macerata, boom di richieste di cremazione

Ecco come chiedere l’autorizzazione

Un’urna cineraria, foto d’archivio Ansa
Un’urna cineraria, foto d’archivio Ansa

Macerata, 1 novembre 2016 - Qualche giorno fa ne ha parlato il Vaticano, con il documento «Ad resurgendum cum Christo». Ma già due anni fa il Comune di Macerata si era occupato di cremazione. Visto il costante aumento delle richieste, infatti, la giunta aveva deliberato di individuare l’ossario del cimitero quale area destinata alla dispersione delle ceneri.

Era il 2014, anno in cui le cremazioni autorizzate furono 56, quasi il triplo rispetto alle 22 del 2010. L’anno dopo, però, nel 2015, il numero è quasi raddoppiato, raggiungendo quota 91, soglia che molto probabilmente sarà superata alla fine di quest’anno, visto che al 26 ottobre le autorizzazioni concesse sono già 87. Una tendenza che sembra ormai inarrestabile e la cui crescita è sempre più rapida, vuoi per un cambio di mentalità, vuoi per i costi assai più ridotti della cremazione rispetto alla sepoltura di tipo tradizionale.

La Chiesa cattolica ha ammesso la cremazione già dal 1963, facendola poi confluire nel diritto canonico. Ora ha ribadito alcuni concetti chiave: meglio la sepoltura, se però si sceglie la cremazione, questa deve rispettare la volontà del defunto, mentre le ceneri devono essere comunque conservate in un luogo sacro (un cimitero o una chiesa), mai in casa, né possono essere disperse (cosa che, invece, la legge prevede, rispettando precise condizioni).

Fino a pochi anni fa, però, il ricorso a questa pratica era molto raro. Le 22 cremazioni autorizzate nel 2010 erano il 4.7% rispetto al totale dei morti (462); nel 2015 le 91 cremazioni autorizzate rappresentano il 17.8% dei 511 morti registrati nell’anno.

Secondo la legge (la 130/2001), la cremazione, l’eventuale dispersione e affido personale delle ceneri, infatti, è autorizzata dall’Ufficiale dello Stato Civile del Comune nel quale è avvenuto il decesso, che la rilascia «dopo aver acquisito un certificato in carta libera del medico necroscopo dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato ovvero, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all’autorità giudiziaria, il nulla osta della stessa autorità giudiziaria».

L’autorizzazione è concessa nel rispetto della volontà espressa in vita dal defunto o dai suoi familiari attraverso diverse modalità: disposizione testamentaria del defunto, iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi. Nel caso di cittadini stranieri l’autorizzazione va rilasciata sulla base delle norme che regolano la cremazione nello Stato di appartenenza del defunto.