Doppio furto in gioielleria: arrestato

I colpi sono stati commessi a fine anno. I carabinieri sono arrivati al 30enne grazie a dei tatuaggi sul corpo

Doppio furto in gioielleria: arrestato
Doppio furto in gioielleria: arrestato

È stato arrestato ieri mattina all’alba, nella sua abitazione a San Severo (in provincia di Foggia), perché i carabinieri lo ritengono il colpevole del doppio colpo che era stato commesso a fine 2023 all’interno della gioielleria "Rubini dal 1850", nel centro di Porto Recanati. Il soggetto in questione, un 30enne pugliese con precedenti penali, è stato così messo sotto il regime dei domiciliari. E sempre i militari dell’Arma gli hanno applicato pure il braccialetto elettronico, come disposto dal gip con un’ordinanza di misura cautelare. Va ricordato che i due furti si erano consumati, in città, i primi di dicembre. Secondo le indagini dei carabinieri della stazione di Porto Recanati, il 30enne era entrato per ben due volte in quel negozio di corso Matteotti, con in testa un cappellino da baseball e una mascherina a coprire il viso. Nella prima occasione avrebbe detto alla proprietaria che lui era interessato a comprare dei preziosi, ma poi l’avrebbe distratta a parole riuscendo a intascarsi – senza farsi vedere– una collana di pregio, da circa 2mila euro. Mentre poco dopo, con la stessa tecnica, sarebbe nuovamente entrato nel negozio, scambiando delle buste e portandosi via – stavolta – ben due articoli in oro, e cioè un braccialetto e un orecchino (dal valore totale di 500 euro). Tuttavia, i proprietari si erano presto accorti che quegli oggetti erano spariti dalla gioielleria e quindi avevano denunciato entrambi gli episodi ai carabinieri della caserma locale, guidati dal luogotenente Vito De Giorgi. Da lì sono cominciate le indagini serrate delle forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Macerata. Tant’è che i militari dell’Arma hanno passato al setaccio le immagini di videosorveglianza privata del negozio. E soprattutto sono arrivati alla pista del 30enne per via di alcuni vistosi tatuaggi presenti sul dorso della sua mano e ripresi dalle telecamere interne, perché l’uomo era già schedato in quanto autore di altri reati. Non solo, perché la proprietaria della gioielleria avrebbe poi confermato che si trattava del 30enne, durante le operazioni di riconoscimento in caserma. Per questo, l’uomo dovrà ora rispondere anche di questi due fatti che gli vengono contestati, davanti all’autorità giudiziaria. Ma le indagini dei carabinieri non si fermano qui e anzi stanno lavorando per capire se il pugliese sia il responsabile di ulteriori furti, avvenuti in modo simile, nei Comuni limitrofi.