Edilizia scolastica a passo lento Troppi anni tra il promettere e il fare

La volontà di un’amministrazione pubblica nove volte su dieci non si realizza nei tempi voluti

di Alessandro Feliziani

Non appena è terminato l’anno scolastico, a giugno, è salita l’intensità dello scontro, tutto politico, sull’edilizia scolastica a livello provinciale. C’è stata una sorta di effetto domino. Partita da San Severino, per la questione del deprecabile ennesimo “stop” alla ricostruzione dell’Itis “Divini”, la polemica si è estesa a Tolentino per il mancato rientro dei licei nel centro storico e c’è da aspettarsi che a settembre, con la ripresa delle lezioni scolastiche, arrivi anche a Macerata, dove ogni anno siamo abituati a discussioni sulla collocazione delle scuole e, in particolare, sulla infelice doppia sede (via Manzoni e Palazzo Studi) del liceo Scientifico, che da almeno quindici anni tiene acceso il dibattito.

Proprio perché la mancata realizzazione di diverse strutture scolastiche, più volte pomposamente annunciate, non è una questione di oggi, l’impressione dell’uomo della strada è quella che l’impossibilità di concretizzare quanto voluto viene “coperta” con lo scontro politico. Si tratta sempre di polemiche sterili, che non portano a nulla di concreto ed anche inopportune, poiché chiunque governi la città, la Provincia o la Regione, si trova oggi con le stesse difficoltà di chi ha amministrato in precedenza. Fare una perenne campagna elettorale sulle “mancate realizzazioni” di chi c’era prima rischia di essere controproducente.

Non si tratta di stabilire se un sindaco è più bravo di un altro, ma di comprendere perché la volontà di un’amministrazione pubblica – a differenza dell’iniziativa privata – nove volte su dieci non si realizza o non si realizza nei tempi voluti. E questo ovviamente non riguarda solo le scuole, ma ogni tipo di opera pubblica. Più che polemizzare e dare la responsabilità ad altri si dovrebbe riflettere sulle cause oggettive che bloccano o ritardano l’attività amministrativa e cercare – in questo, almeno, destra e sinistra dovrebbero una volta tanto essere alleate – di farle correggere a livello normativo: dal sovrapporsi di competenze tra diverse strutture amministrative fino al continuo accavallarsi di leggi e regolamenti che hanno reso estremamente burocratico ogni passaggio delle progettazioni e delle realizzazioni.

Non ultimo le difficoltà di finanziamento dell’opera, che, quando è ottenuto, spesso risulta insufficiente proprio a causa del lungo tempo trascorso. Un esempio di questi anni è la vicenda della strada intervalliva Tolentino-San Severino, tanto necessaria e attesa invano da generazioni di automobilisti e camionisti. È proprio sul perché accadono queste situazioni, nel Maceratese come in ogni altra parte, che sarebbe utile dibattere invece di limitarsi a polemizzare per coprire una negligenza politica che accomuna gli schieramenti una volta assisi al governo di un’amministrazione.