Evitati tanti ’viaggi della speranza’ Tumore ovarico: 60 casi risolti

Accordo con il Gemelli che favorirà l’accreditamento dell’ospedale di Macerata come Centro ginecologico avanzato

Evitati tanti ’viaggi della speranza’  Tumore ovarico: 60 casi risolti

Evitati tanti ’viaggi della speranza’ Tumore ovarico: 60 casi risolti

di Franco Veroli

Arricchire il percorso assistenziale diagnostico terapeutico della patologia ostetrico-ginecologica-oncologica, portandolo ad un livello paragonabile ai maggiori standard di cura attualmente presenti sullo scenario nazionale e internazionale, riducendo i cosiddetti viaggi della speranza. Sono questi gli obiettivi della convenzione recente sottoscritta tra l’Ast di Macerata e la Fondazione "Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs" (Istituto di ricovero e cura di carattere scientifico), che vanta, tramite il Polo "Scienze della salute della donna e del bambino", una significativa e consolidata esperienza nei richiamati ambiti clinici.

Non si parte da zero, visto che già nel triennio 2019 – 2021 era stata attuata una analoga collaborazione, ma si consolida il rapporto avviato tra l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata, diretta da Mauro Pelagalli, e l’Unità operativa di Ginecologia oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli, diretta da Giovanni Scambia. Una iniziativa che ha un riferimento fondamentale nella intensa attività dell’Unità di Macerata che nel solo 2022 ha trattato 60 casi di tumore ovarico (con un trend di crescita di 10 casi l’anno), completamente risolti, sia chirurgicamente che ontologicamente.

Molti di più di quelli necessari per ottenere l’accreditamento come centro di chirurgia del tumore ovarico avanzato (almeno 22 casi). In questo modo, casi particolarmente complessi potranno essere gestiti direttamente all’ospedale di Macerata, senza la necessità di trasferimento delle pazienti che – come noto - comporta costi molto elevati e crea disagi alle famiglie. Non solo. La convenzione prevede attività di formazione permanente per ostetriche, infermieri e medici nel settore oncologico–ginecologico–chirurgico avanzato, diagnostico oncologico avanzato, clinico formativo, sia attraverso periodi residenziali al Policlinico Gemelli, sia attraverso operatori del Gemelli che portano direttamente il loro contributo nell’Unità di Ostetricia e Ginecologia di Macerata. Questa attività è fondamentale non solo per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma anche per elevare il reparto di Macerata a Centro oncologico-ginecologico di riferimento regionale.

L’accordo raggiunto ha una validità annuale (luglio 2023 – fine giugno 2024) e prevede che la Fondazione garantisca (oltre all’attività di consulenza) le prestazioni "ginecologiche ed oncologiche di alta complessità" che comportano anche l’esecuzione di interventi chirurgici, attraverso due accessi mensili nell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia, ognuno dei quali della durata di una giornata lavorativa (otto ore) da parte di un medico incaricato, secondo il calendario concordato tra le parti. I costi per l’Ast di Macerata sono stati quantificati in 12mila euro (500 euro ad accesso, Iva esente, oltre al rimborso delle spese di viaggio e di trasferta).