Extra school", un progetto educativo per l'autonomia dei bambini con autismo"

Il progetto "Extra School" offre a bambini con autismo l'opportunità di praticare rugby e di migliorare la loro autonomia. Un'iniziativa di inclusione sociale sostenuta dal Comune di Macerata, Banca Macerata Rugby, Il Faro e l'Istituto Comprensivo Mestica.

"Extra school" si rivolge ai bambini con autismo e alle relative famiglie: è un programma educativo che potenzia l’autonomia personale dei giovanissimi fra gli 8 e i 13 anni tramite il rugby. Grazie alla rete formata dal Comune, Banca Macerata rugby, la cooperativa sociale Il Faro e l’istituto comprensivo Mestica, è possibile far praticare a bambini con lo spettro dell’autismo questo sport, oltre a farli rendere più autonomi nelle varie fasi dell’attività come la preparazione del borsone, la doccia dopo l’allenamento e le uscite.

Il progetto è stato già avviato sotto forma di centro estivo e, con l’arrivo di ottobre, tornerà due volte alla settimana. L’iniziativa rientra in "Io posso fare da solo", progetto di inclusione del comune di Macerata e Il Faro, che vuole integrare i giovanissimi e dare man forte alle famiglie che si trovano a gestire questa delicatissima problematica. L’assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro spiega: "L’autismo è un problema complesso e tristemente attuale, una patologia in forte un aumento, come ci dicono le statistiche. Un fenomeno che ha una sua complessità che riguarda non solo le persone che ne sono affette, ma anche le famiglie che spesso si trovano disorientate, con servizi non sempre a portata di mano anche a livello economico. E in questo senso, sull’autismo in particolare, come amministrazione comunale, proponiamo percorsi volti ad implementare azioni educative e formative che possano essere di aiuto concreto. Doveroso è dunque intraprendere un lavoro proficuo di sinergia con il privato sociale. Mi auguro che questo progetto sperimentale possa trovare uno sviluppo ulteriore".

Beatrice Pini, responsabile dei servizi educativi de Il Faro, dice: "Il progetto nasce da un desiderio che coltiviamo da tempo: quello di vedere realmente realizzato il concetto di inclusione sociale, che non sia solo inserimento fisico del bambino nel contesto naturale e con il gruppo, ma che tenga conto di tutti i suoi bisogni e le sue necessità, per un miglioramento della sua qualità di vita".

Rolando Mozzoni, presidente del Banca Macerata rugby, sottolinea: "Da sempre cerchiamo di operare nel sociale. Nella nostra società abbiamo sempre integrato bambini e ragazzi con difficoltà e siamo contenti di partecipare e portare il nostro apporto a questa esperienza nuova".

"Se la passione per il rugby è solo un fine sportivo rimane limitato nel suo piccolo recinto, troppo stretto per i tempi moderni - racconta Emanuele Panunti, direttore sportivo Macerta rugby -, noi aggiungiamo il sociale non come programma ma come strumento di diffusione".

Il lavoro sarà seguito da analisti del comportamento e da istruttori di rugby e prevede diversi momenti ricreativi e divertenti.