Faccia a faccia con l’assessore: "Riorganizzare il Cup per ridurre le liste d’attesa"

Rendere più efficace il rapporto tra medici di base e ospedalieri, meno burocrazia. Saltamartini: cinque pagine d’appunti. Mari: riunione utile, ma bisogna fare presto.

Faccia a faccia con l’assessore: "Riorganizzare il Cup per ridurre le liste d’attesa"

Faccia a faccia con l’assessore: "Riorganizzare il Cup per ridurre le liste d’attesa"

Ripensare l’organizzazione del Cup, perfezionare e rendere più efficace il rapporto tra medici di base e ospedalieri, liberare i medici da una asfissiante burocrazia, erogare i finanziamenti sulla base dei risultati raggiunti dalle diverse strutture, far fronte alla mancanza di personale. Sono questi i temi principali di cui si è discusso ieri all’ospedale di Macerata nel corso di un partecipato incontro, voluto da Filippo Saltamartini, al quale l’assessore regionale si è presentato in una "posizione di ascolto". Alla fine c’è stata soddisfazione, perché si è entrati nel merito delle questioni concrete, con indicazioni precise che l’assessore ha acquisito con l’impegno di tradurle in atto quanto prima. "Ho riempito cinque pagine di appunti. Ora, per quanto di loro competenza, Ast e Regione faranno la propria parte. Poi ci rivedremo tra un paio di mesi per fare il punto. Intanto ci saranno incontri analoghi anche a Civitanova, Camerino e San Severino", afferma Saltamartini. Le liste d’attesa, si sa, sono un problema. Se capita – come è stato segnalato – che ci siano posti non riempiti dal Cup, cioè disponibili per la prestazione richiesta, mentre si rinviano prenotazioni a mesi di distanza, è evidente che qualcosa non va. "Sicuramente - afferma l’assessore -. Al di là dei casi specifici, c’è un’anomalia di fondo che dobbiamo correggere. Il Cup deve essere su base regionale, ma mentre prima faceva riferimento all’Asur, un’unica azienda, adesso deve essere rapportato ad ognuna delle cinque Ast, garantendo ai residenti la prestazione sul loro territorio. Ma c‘è anche un altro aspetto. In certi casi, quando ad esempio si tratta di verifiche o visite di controllo richieste dal medico ospedaliero, è bene che la prenotazione venga fatta al reparto, senza rimandarla al medico di base. In alcuni reparti già si fa, è bene estendere questa prassi". Per quanto riguarda i pronti soccorso, Saltamartini sottolinea come in un anno, rispetto ad una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, nelle Marche ci sono 300mila accessi di codici bianchi e verdi, cioè non gravi. "E’ evidente che questi vadano ridotti, obiettivo che ritengo possa essere raggiunto tanto più quanto ospedale e territorio, medici ospedalieri e medici di famiglia, comunicano tra di loro. Una spinta, poi, arriverà, dalla telemedicina e dal fascicolo elettronico del paziente, due obiettivi all’orizzonte". Proprio per questo, hanno detto i medici, le incombenze burocratiche dovrebbero essere trasferite a personale amministrativo formato allo scopo. I medici presenti, dati alla mano, hanno evidenziato all’assessore che l’ospedale di Macerata può vantare reparti di eccellenza e che le prestazioni erogate sono quintuplicate, ma a parità di organico. Di qui la richiesta che nella predisposizione del budget 2024 la Regione tenga conto dei risultati, non di quanto viene storicamente assegnato. Non potevano mancare le richieste di più personale e di un migliore trattamento economico, questioni che chiamano in causa il governo nazionale. "E’ stata una riunione molto fruttuosa, in cui sono emerse proposte concrete - afferma Romano Mari, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Macerata -. Ma bisogna fare presto, non si può più aspettare".