FdI, Faraci non è più coordinatore

La decisione dopo un commento fatto sui social dall’ormai ex numero uno cittadino del partito di Meloni

FdI, Faraci non è più coordinatore

Celestino Faraci

Celestino Faraci non è più il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, a Potenza Picena. E’ questo il misterioso retroscena che emerge dopo il suo commento – a dir poco scomposto - apparso pochi giorni fa sui social network, in merito al celebre caso del presunto insulto razzista che il calciatore dell’Inter, Francesco Acerbi, avrebbe rivolto al difensore del Napoli, Juan Jesus. Faraci, infatti, aveva commentato la vicenda su Facebook, scrivendo la frase "Però se ti diceva sporco italiano era tutto lecito. Avanti così Acerbi". E l’altro giorno, sempre sui social, è stato attaccato duramente dagli esponenti del centrosinistra locale, ma a loro ha ribattuto dicendo di non aver alcun incarico politico. In effetti, da una nostra verifica, a oggi lui non riveste più alcun ruolo all’interno di FdI. Tuttavia, il partito della Meloni non ha mai reso noto (a mezzo stampa) quando e come è stato formalizzato l’abbandono di Faraci da coordinatore cittadino. Perciò, allo stato attuale, non si sa chi lo abbia succeduto e nemmeno se si sia dimesso o se sia stato rimosso. Tuttavia, non è la prima volta che lui finisce nell’occhio del ciclone per un commento su Facebook. Lo scorso gennaio aveva scritto sui social "Caro gesuita e comunista dimettiti. Sei la rovina della chiesa cattolica", rivolgendosi a Papa Francesco. Invece, a dicembre 2022, aveva condiviso la frase "Sempre con Putin!", provocando l’indignazione di svariati cittadini.

Tant’è che poco dopo aveva presentato le sue dimissioni da coordinatore di FdI, che però (almeno in quel frangente) erano state respinte. Intanto, chi si accanisce ora contro Faraci è il candidato sindaco del centrosinistra, Mario Morgoni: "Dopo le sue espressioni insolenti e diffamatorie nei confronti di Papa Francesco, non ho avuto notizia di alcuna presa di distanza da parte del governatore Francesco Acquaroli, né da parte della sindaca Noemi Tartabini. Adesso siamo alla aperta celebrazione del razzismo: è lecito a questo punto ritenere il silenzio dei rappresentanti delle massime istituzioni locali e regionali sia un’espressione di pieno consenso alle prese di posizione di Faraci".