Addio al partigiano ed ex sindaco Gennaro Barboni: aveva 100 anni

È morto a Follonica dove si era trasferito. Il cordoglio del Comune: "Perdiamo un grande uomo"

Gennaro Barboni proprio sabato si era collegato a un incontro dell’Ipsia

Gennaro Barboni proprio sabato si era collegato a un incontro dell’Ipsia.

Matelica, 26 marzo 2024 – Si è spento ieri all’età di 100 anni, compiuti lo scorso 16 gennaio, l’ex sindaco, deputato e partigiano Gennaro Barboni, che sabato mattina era stato ospite d’onore in videocollegamento in occasione di un incontro svoltosi all’Ipsia don Enrico Pocognoni di Matelica, per ricordare gli 80 anni dell’eccidio di Braccano.

L’anziano, tra i fondatori del gruppo partigiano della Laga, poi confluito nel gruppo Roti, si era collegato dalla sua casa di Follonica, dove attualmente risiedeva, per raccontare la sua storia personale e testimoniare i fatti che, il 24 marzo 1944, portarono alla morte per mano dei nazi-fascisti di cinque partigiani, tra cui don Enrico Pocognoni, e un civile. Barboni ha tenuto a ricordare di essere stato componente del Battaglione Mario comandato dall’istriano Mario Depangher e di aver preso parte alla ricostituzione del Pci nella Matelica liberata, quindi di aver continuato la sua carriera politica arrivando a sedere in parlamento come deputato comunista dal 1975 al 1979 e poi per 108 giorni come sindaco di Matelica nel 1981.

“Tra il 12 e il 14 settembre 1943 insieme ad altri compagni ed amici abbiamo dato vita al gruppo Laga alta – aveva ricordato Barboni – e fummo ospitati presso la casa colonica di Sante Pocognoli, già in rapporto d’amicizia con noi. Negli stessi giorni si formò il gruppo Roti, assistito inizialmente da don Enrico Pocognoni, di 32 anni, parroco di Braccano, a cui si unirono soldati e cittadini locali, assumendo consistenza con qualche capo designato dal Cln, come il sottotenente Giuseppe Baldini. I fatti di Braccano furono poi atroci". Dal 1984 Barboni si era trasferito, insieme con la moglie, a Follonica, nel grossetano, dove spesso, come lo scorso gennaio, era raggiunto da matelicesi, ex compagni di partito e soci dell’Anpi, associazione alla quale teneva da sempre.

Al momento della diffusione della notizia della morte, l’amministrazione comunale cittadina e i rappresentanti del consiglio comunale e di varie associazioni combattentistiche hanno tenuto ad esprimere il proprio dolore ai familiari per la "perdita di un grande uomo, infaticabile testimone della Resistenza".