Giornata mondiale contro l’Aids. Non è più la ’peste’, ma guardia alta: "Decisiva la diagnosi precoce"

Oggi nell’altrio dell’ospedale un infopoint con le infettivologhe Valeriani e Gabrielli e la direttrice Scaloni che invita a sottoporsi al test gratuito e assolutamente anonimo.

Giornata mondiale contro l’Aids. Non è più la ’peste’, ma guardia alta: "Decisiva la diagnosi precoce"
Giornata mondiale contro l’Aids. Non è più la ’peste’, ma guardia alta: "Decisiva la diagnosi precoce"

Oggi è la giornata mondiale contro l’Aids. Da "peste del XX secolo", come venne a suo tempo ribattezzata, questa malattia è ormai dimenticata, del virus che la provoca nessuno parla più, perché non fa più paura. Certo, rispetto a 37 anni fa, quando nel settembre del 1986 venne diagnosticato il primo caso di Hiv nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Macerata, la situazione è molto cambiata. Allora per trattare la malattia si assumevano anche 20 farmaci al giorno mentre oggi, in molti casi, di farmaco ne basta uno: la terapia è molto efficace e le persone che contraggono l’infezione difficilmente evolvono in Aids conclamato, invecchiano come gli altri e conducono una vita normale. Va però evidenziato che la malattia si può trattare, ma non si guarisce, e i farmaci, a lungo andare, possono anche produrre effetti collaterali. Proprio per questo l’Ast 3, in collaborazione con l’Anlaids (l’associazione nata nel 1985 per fermare la diffusione dell’Hiv e dell’Aids), ha organizzato per questa mattina, nell’atrio dell’ospedale di Macerata, un banchetto informativo per sensibilizzare la popolazione. Ci saranno le infettivologhe Chiara Valeriani ed Eleonora Gabrielli, e Giorgia Scaloni, direttrice facente funzioni del presidio ospedaliero dell’Ast di Macerata. "Il nostro obiettivo è lavorare molto sul fronte della prevenzione, informando i cittadini sui comportamenti a rischio e invitandoli a sottoporsi al test per verificare se si è stati infettati, un esame gratuito e assolutamente anonimo", spiega la Scaloni. Anche perché se le nuove infezioni sono stabili, non di rado chi si presenta in ospedale lo fa quando è troppo tardi, quando la malattia è in uno stadio avanzato, con una condizione del sistema immunitario compromessa. E questo accade perché si ignora di essere stati infettati. "Attualmente - prosegue la Scaloni - sono 220 i pazienti Hiv seguiti dall’ambulatorio di Malattie infettive dell’ospedale di Macerata, 83 dei quali in Aids. Una situazione sostanzialmente stabile. Negli ultimi tre anni i nuovi casi di contagio sono stati 30, 7 dei quali in Aids. Di questi, quelli rilevati, ad oggi, nel 2023, sono 6, 2 dei quali con Aids conclamato. La modalità di contagio è esclusivamente quella sessuale, i soggetti interessati sono eterosessuali, con un’età media di 41 anni. Sono stati anche registrati due decessi correlati all’Aids. Siamo sostanzialmente in linea con il trend nazionale". "Tutti i pazienti – conclude la Scaloni - sono seguiti con grande attenzione dai nostri medici che, oltre alla loro spiccata professionalità, possono contare su una consolidata esperienza. Ma la prevenzione, in questo come in tanti altri casi, resta sempre l’arma migliore".

Nel 2022, nelle Marche sono state 43 le nuove diagnosi di Hiv, 6 in meno rispetto al 2021. Rispetto al 2012, quando ne furono rilevati 85, sono praticamente dimezzati. "Il primo dicembre è la giornata mondiale contro l’Aids, celebrata in tutto il mondo dal 1988 - sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini -. È stata la prima giornata mondiale della salute ed è divenuta una opportunità fondamentale per sensibilizzare al problema, esprimere solidarietà alle persone affette da questa sindrome e ricordare coloro che hanno perso la vita. Negli anni ‘80 era una malattia quasi sconosciuta contro la quale non si avevano armi, se non la prevenzione. Cancro e Aids erano le parole più temute. Oggi che la malattia ha superato il traguardo dei 45 anni fa meno paura, ma è ancora importante parlarne, considerato anche il fatto che le nuove diagnosi avvengono per lo più in soggetti asintomatici, ma nel 30% dei casi sono tardive. Una diagnosi precoce è essenziale per l’attivazione tempestiva di cure efficaci".