Giorno del ricordo. Monumento alla verità: "Dovuto omaggio ai martiri delle Foibe"

Inaugurato ieri nel quartiere Vergini. L’assessore Renna: "Aiuterà le future generazioni questa triste pagina della storia". Presenti anche il consigliere regionale Borroni e il vice prefetto aggiunto Ferraccioni .

Giorno del ricordo. Monumento alla verità: "Dovuto omaggio ai martiri delle Foibe"
Giorno del ricordo. Monumento alla verità: "Dovuto omaggio ai martiri delle Foibe"

Inaugurato il monumento ai martiri delle Foibe nell’area verde del quartiere Vergini. Scoperto dall’assessore alla Sicurezza Paolo Renna, dal consigliere regionale Pierpaolo Borroni e dal viceprefetto aggiunto Carlo Ferraccioni, ieri per la cerimonia di inaugurazione il monumento ha raccolto quasi un centinaio di persone. Dopo l’inno nazionale e un minuto di raccoglimento per le vittime dell’eccidio, Renna ha detto: "L’anno scorso avevamo promesso come Amministrazione comunale che ci saremmo impegnati ad erigere un monumento ai martiri delle Foibe e dell’esodo. La politica seria fa corrispondere fatti alle parole. Grazie all’ingegner Marco Maria Contardi, che ha seguito il progetto, una sua idea, gratuitamente in ogni fase. Conosco la tragica vicenda delle Foibe - ricorda Renna - dai racconti di mio padre. Io, diplomato a fine anni ‘90, non ho memoria scolastica di questi temi. L’anno scorso poche scuole hanno partecipato alla Giornata del ricordo organizzata dal Comune. Per noi è importante far conoscere la storia delle persone sopravvissute al martirio e lasciare alle future generazioni un ricordo di quello che successe". Pierpaolo Borroni, consigliere FdI, ha detto, ricordando gli eccidi derivati dalle ideologie novecentesche, che "per noi italiani la vicenda delle Foibe è il simbolo di un odio che andò a colpire non solo la sconfitta ideologia fascista, ma anche chiunque non condividesse quella comunista jugoslava, oltre a carabinieri e soldati dell’esercito regio. Molti furono internati nell’isola calva, quella di di Goli Otok, di fronte alla Croazia. Su questa storia Gianpaolo Pansa ha scritto un bellissimo libro, ’Prigionieri del silenzio’. L’esodo dalmata istriano coinvolse centinaia di migliaia di persone, che approdarono anche in Italia. Ad Ancona furono attaccati da membri del Partito Comunista italiano, a Bologna bambini e donne furono lasciati, alla stazione ferroviaria, senza cibo e acqua per ore da parte dei sindacati di sinistra. Settanta anni dopo l’allora sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, fece mettere una targa in ricordo di quello scempio. Un gesto meritevole. Tutti dobbiamo tenere a mente le sofferenze del popolo nostro e degli esodati dell’Istria Dalmazia". L’ingegner Marco Maria Contardi, che ha progettato l’opera e partecipato a tutte le fasi della sua realizzazione, è poi intervenuto per spiegare l’iter seguito: "Si tratta di un rettangolo aureo, noto nell’architettura classica per la sua misura perfetta, squarciato da una foiba. Il rosso della bandiera italiana sul lato della base del rettangolo va simbolicamente a bagnare la pietra d’Istria, che sta alla base. Un cristallo satinato diffonde la luce che, proiettata da dietro, è simbolicamente orientata verso il mare, verso l’Istria".