Il caso Sferisterio: "Ministero nel cda? Così svendono la lirica, no alle ingerenze"

Opposizione in rivolta contro l’ingresso del governo nell’Associazione. Ricotta: "Rischiamo che sia Roma a imporre il direttore artistico". Miliozzi: "L’amministrazione non accetti questa specie di strozzinaggio".

Il caso Sferisterio: "Ministero nel cda?. Così svendono la lirica, no alle ingerenze"

Il caso Sferisterio: "Ministero nel cda?. Così svendono la lirica, no alle ingerenze"

"Nessun altro teatro ha un rappresentante del governo nel cda – attacca il capogruppo del Partito democratico Narciso Ricotta –. Questa realtà nata dal territorio deve essere gestita dal territorio, senza ingerenze né nuove poltrone da assegnare". "Parcaroli sta svendendo la città al primo uomo di potere che passa – rimarca David Miliozzi di Macerata Insieme –. L’amministrazione resta forte con i deboli, ad esempio togliendo i tavolini solo a certi bar, e debole con i forti, accettando questa specie di strozzinaggio da parte del ministero". Bocciatura sotto tutti i punti di vista da parte dell’opposizione, per il do ut des proposto dalla deputata Giorgia Latini: 500mila euro dallo Stato allo Sferisterio, a patto di inserire un rappresentante del ministero nel cda dell’Associazione.

"Abbiamo accertato che nessuno, a partire dal Rossini Opera Festival, ha nel Cda un rappresentante del ministero – sottolinea il capogruppo Dem –. Si tratta di una grave ingerenza nell’autonomia delle istituzioni. Lo Sferisterio nasce con i cento consorti, dal territorio, la cittadinanza ha voluto questo teatro all’aperto. Inoltre, il ministero con la rendicontazione controlla già i fondi che elargisce e l’uso di questi. Se proprio vuole entrare nell’associazione, lo faccia da socio, così si farà carico anche delle eventuali passività. Tra l’altro, dopo dieci anni di bilanci in attivo, per la prima volta da due anni il bilancio dell’Associazione è in passivo. Qualcuno dice che un solo componente non può influenzare il cda, ma se porta 500mila euro, quando i conti sono in rosso, potrebbe ad esempio imporre un direttore artistico. È quanto avvenuto a Roma. I finanziamenti pubblici si fanno sulla validità artistico-culturale di un progetto, senza ingerenze. L’amministrazione Parcaroli sta svendendo lo Sferisterio. E solo per collocare in posizioni decisionali persone gradite al governo. Ma queste sono realtà nate nel territorio, e io rivendico la gestione in mano al territorio". "Tre direttori artistici in due anni, e di conseguenza la programmazione sempre all’ultimo momento, hanno creato dei debiti, ma questo sembra quasi uno strozzinaggio da parte del ministero – stigmatizza Miliozzi di Macerata Insieme –. È tristissimo per i maceratesi perdere l’autonomia sul monumento simbolo della città, dover rispondere a qualcuno che non ne sa nulla. Tra l’altro, quali sono i criteri per la nomina? Un rappresentante politico non significa qualità e competenza, ma solo mettere le mani sul nostro monumento più importante. Superficialità, arroganza, approssimazione: questo vediamo con la giunta di Parcaroli, sindaco a sua insaputa che svende la città al primo uomo di potere che passa. Questi sono danni irreversibili, come triplicarsi lo stipendio: tornare indietro poi è difficile, se non impossibile". Miliozzi rileva anche la schizofrenia di un governo, "che da un lato spinge su federalismo e autonomia, e dall’altro pretende di mettere le mani su questo monumento. Speriamo che i maceratesi abbiano imparato la lezione, e che chi la ama davvero si riprenda la città".