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16 apr 2022

Il Santo Stefano: "Con lui una scuola attenta ai più fragili"

Guardando oltre il Covid, il dirigente scolastico Maurizio Cavallaro scriveva così agli operatori del Santo Stefano di Camerino e Matelica: "C’è la speranza di ritrovare quella routine fatta di impegni, di persone che si incontrano e che insieme possono risolvere i problemi personali e di altri, quella routine fatta di sguardi, sorrisi, discussioni e di tutto ciò che per qualche attimo ci è sembrato non esserci più". Ieri, al funerale, proprio loro del Santo Stefano hanno ricordato l’umanità di Maurizio. "Non era il preside seduto in ufficio, né il dirigente di azienda, né l’impiegato, né il manager, ma il rappresentante di una scuola che si occupa del fattore umano, nella varietà delle sue molteplici sfumature e in una dimensione ricca di attenzione ai bisogni educativi e al contesto sociale, specie dei bambini o dei ragazzi più fragili".

Maurizio Cavallaro era così, e la sua prematura scomparsa ha commosso anche coloro che lo conoscevano solo marginalmente. "E’ un insieme di sentimenti, di ricordi, di riflessioni quello che si affastella nella mente sgomenta", scrive il camerte Dino Jajani sottolineando il "momento difficile" che sta vivendo la famiglia, per la quale "la fede è consolazione" assieme alla memoria di ciò che è stato per tutti Maurizio: un grande altruista, figlio di un uomo – Domenico – che, giunto a Camerino da Messina, divenne un camerte quanto mai benefico verso la città e il territorio. "Fu pure lui preside e poi anche sindaco lungimirante - sottolinea Jajani -, istituì il premio Ugo Betti, propiziò (tra le iniziali incomprensioni dei Comuni) la costituzione del Contram quando la Saum si ritirò. I ragazzi venivano in molti dai centri vicini: Contram salvò le scuole di Camerino. Da preside dell’Istituto Magistrale seppe ideare il liceo Socio-psico-pedagogico, grazie alla stima del ministro Franca Falcucci, il primo in Italia. Visse sempre avendo di mira il bene della società, il bene comune, tanto caro ai cristiani. Fu una delle prime tessere Acli a Camerino e rimase sempre vicino al patronato; divenne pure esponente di primo piano del Rotary. Fece parte dell’Unione cattolica insegnanti medi. Lo ricordano tutti con riconoscenza in ogni ruolo avuto nella scuola e nella società. Così come oggi il suo Maurizio!".

m. g.

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