Il talento camerte. Pellizzari: "Punto a mettermi in mostra nel ciclismo italiano"

Il 20enne professionista, dopo il bel risultato dell’anno scorso nel Tour of tre Alps, si sta preparando per una brillante stagione "Tra quattro settimane la prima gara alla Vuelta Valenciana".

Il talento camerte. Pellizzari: "Punto a mettermi in mostra nel ciclismo italiano"

Il talento camerte. Pellizzari: "Punto a mettermi in mostra nel ciclismo italiano"

Giulio Pellizzari, classe 2003, originario di Camerino è senza dubbio uno dei talenti in rampa di lancio del panorama ciclistico nazionale. Protagonista nel team VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, ha ottenuto risultati importanti vista la sua giovane età ed è pronto ad un 2024 di consacrazione tra i professionisti.

Pellizzari, da dove nasce la passione per il ciclismo?

"Ho iniziato ad andare in bici dall’età di 7 anni, partecipando a gare e competizioni con altri ragazzi della mia età e questo mi ha aiutato molto fin da piccolo a crescere caratterialmente. Mio padre è un grande appassionato di ciclismo e mi ha trasmetto la sua grande passione, devo ringraziarlo perché se oggi sono qui è anche per merito suo".

Chi è il tuo idolo nel mondo del ciclismo?

"La persona a cui mi ispiro è Tadej Pogacar, perché non soltanto è un grandissimo ciclista e uno dei più forti nel panorama mondiale, ma soprattutto per la persona solare che è e per il suo modo di essere; affronta tutto con il sorriso mostrando quanto tiene a questo sport. Cerco di ispirarmi a lui per questo atteggiamento propositivo che ha nella vita quotidiana e come riesce ad essere un esempio per tanti ragazzi".

Entriamo un po’ di più nella vita agonistica, come funziona l’allenamento per un ciclista professionista?

"L’allenamento è la parte fondamentale in questa disciplina, perché senza di esso non si potrebbe ambire a raggiungere nessun traguardo. La preparazione varia nei periodi dell’anno, adesso siamo impegnati nell’allenamento di fondo, cercando di mettere tanti chilometri nelle gambe senza forzare troppo la mano. La prossima settimana andrò in Spagna insieme alla mia squadra e svolgeremo la preparazione di circa 4 settimane aumentando anche i ritmi dell’allenamento in vista della prima competizione, la Vuelta Valenciana, in programma dal 31 gennaio al 4 febbraio".

Disputando competizioni in giro per l’Europa sicuramente passa poco tempo a casa, come vive la distanza dalla famiglia?

"Sicuramente ogni volta che riparto e lascio la mia famiglia mi dispiace, ma sono fortunato a fare quello che faccio, perché a 20 anni girare l’Europa e il mondo, per soddisfare la mia più grande passione, è qualcosa di bellissimo e per questo lo faccio sempre molto volentieri".

Obiettivi per la stagione che sta per iniziare? C’è qualche competizione in cui tiene a far bene rispetto ad altre?

"Sarà una stagione molto stimolante in ogni competizione perché parteciperò in gare con soltanto professionisti, quindi ogni gara sarà un palcoscenico possibile in cui mettersi in mostra. Cercherò di ripetere il grande risultato dello scorso anno nel Tour of the Alps, anche perché quest’anno le ultime due tappe si svolgeranno nella zona dove vive la mia ragazza, motivo ancora in più per fare meglio del 2023".

Quanto tempo libero hai a disposizione durante l’anno?

"Non molto, però cerco di sfruttare quello che ho per stare con la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici; nel mio lavoro il recupero è una fase altrettanto importante come l’allenamento quindi è anche giusto che ci siano delle fasi durante l’anno più leggere di altre ed io le sfrutto per essere più fresco mentalmente e fisicamente".