"Infortuni, manca la formazione"

L’ennesimo incidente sul lavoro, a un operaio di appena 21 anni nei cantieri Quadrilatero a Castelraimondo, è solo l’ultimo registrato in una regione che ne conta una media di quasi due all’ora. Ammontano infatti 12.482 le denunce di infortunio nelle Marche da gennaio a settembre secondo l’Inail. Sebbene ci sia un calo del 13 per cento rispetto all’anno scorso, il dato resta inaccettabile. "Senza contare – spiega la segretaria regionale della Uil, Claudia Mazzucchelli – che la maggior parte degli infortuni riguarda i giovani: questo può essere in parte spiegato da una minore esperienza, ma anche da una maggior precarietà dei contratti e da una mancata formazione".

Il dato totale degli infortuni comprende anche 19 morti nei primi nove mesi del 2023. L’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering, che analizza i dati Inail, colloca le Marche in zona arancione, con un’incidenza di infortuni letali superiore alla media nazionale. La provincia che ha l’indice peggiore è Ancona che, con otto mortali (esclusi quelli in itinere) su 195.986 occupati, ha un indice di 40,8. Segue Fermo con 28 davanti ad Ascoli (23,2), Pesaro-Urbino (19) e Macerata (15,7). "Il panorama è a dir poco sconfortante – conclude la segretaria Mazzucchelli –, è necessario aumentare i controlli ispettivi, condividere una migliore organizzazione del lavoro e migliorare la formazione. Amareggia il fatto che in una situazione del genere, diffusa in tutta Italia, il governo riversi i due miliardi dell’avanzo di bilancio 2022 dell’Inail nella contabilità generale, anziché investire sul fronte della sicurezza. Occorre una maggiore sinergia tra aziende, parti sociali, autorità pubbliche e istituzioni. E poi ci vuole coraggio nella fermezza. Come è stato istituito l’omicidio stradale per i tanti incidenti mortali, allo stesso modo dobbiamo istituire l’omicidio sul lavoro e impedire alle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza di partecipare ad appalti pubblici".