La bandiera Alberto Prenna: "Allo stadio con la scorta, in campo mai problemi"

Oggi allle 15.30 al Polisportivo la sfida di Coppa Italia tra rossoblù e biancorossi. La parola alle vecchie glorie Prenna e Jaconi

La bandiera Alberto Prenna:  "Allo stadio con la scorta,  in campo mai problemi"

La bandiera Alberto Prenna: "Allo stadio con la scorta, in campo mai problemi"

di Lorenzo Monachesi

"Il derby? Una partita particolare, ma ne ho vissute altre ben più roventi". Alberto Prenna, difensore e poi allenatore della Maceratese, è stato spesso protagonista delle sfide con la Civitanovese in campo e in panchina. "Ricordo quelli giocati al Campo della Vittoria e quelli nel campo vecchio di Civitanova che aveva un fondo sabbioso".

Prenna, addirittura erano altre le partite più calde?

"In Toscana spesso siamo andati a giocare con la scorta, penso alle sfide a Pistoia, a Prato, a Empoli e a Lucca, ma anche quelle con l’Ascoli erano partite calde. A quei tempi la Maceratese si presentava come una formazione d’alta classifica".

Però anche nel derby la squadra è stata scortata.

"È capitato quando arrivavamo e alla partenza dallo stadio, ma è successo anche ai rossoblù a Macerata costretti a fare un’altra strada".

Ma il derby non ha un fascino tutto suo?

"Sicuramente. È una partita – dice Prenna, 83 anni – molto importante, se ne parla sempre a lungo. Ricordo ancora adesso quanto fosse sentita questa gara, ero un ragazzo a fine anni Cinquanta e si parlava della sfida al campo dei Pini contro i rossoblù dieci giorni prima, ma una volta in campo finisce tutto e si gioca come ogni gara".

Lei è un maceratese e non viveva questa sfida come un momento speciale?

"Io cercavo sempre di andare in campo con tranquillità e di non perdere mai la calma. Sul terreno di gioco non ricordo mai nessun problema tra giocatori".

Da allenatore come preparava la sfida?

"Ripetevo che era una gara come le altre, magari ci sarà stata una maggiore spinta del pubblico ma era indispensabile scendere in campo con la calma".

Ma i giocatori non sono differenti uno dall’altro?

"C’è infatti quello più emotivo, il fatto è che tutti sentivano l’importanza della gara perché se ne parlava nei bar, i tifosi fermavano i giocatori per chiedere informazioni sul match, per incitarli. L’importante è sempre rimanere concentrati e attenti".

Ci sono stati scontri di gioco in campo?

"Tutto nella norma. Ricordo che il pubblico incitava Balestrieri che era il mio avversario, ma non c’è mai stato niente sopra le righe. Fra giocatori non c’è mai stato nessun problema".

Prima accennava alle partite calde nell’Ascoli, c’era anche Mazzone tra i bianconeri?

"Certo, era uno tosto. Mi ricordo quando veniva in area a saltare per sfruttare le doti nel gioco aereo, era una persona che in campo si trasformava sia da giocatore sia da allenatore, è stato un ottimo tecnico. Siamo diventati amici e spesso siamo stati a cena assieme".