La carenza di medici nell’Ast 3. I pensionati si rimettono il camice

Il direttore Ricci ha firmato la determina: 15 professionisti tornano in corsia o in ambulatorio

La carenza di medici nell’Ast 3. I pensionati si rimettono il camice
La carenza di medici nell’Ast 3. I pensionati si rimettono il camice

Non è la prima volta che accade. Ma il fatto che, in un sol colpo, ben 15 medici in pensione tornino in corsia - o in ambulatorio - non passa certo inosservato, anche perché evidenzia come la carenza di camici bianchi sia sempre più una seria criticità del nostro sistema sanitario. Il direttore generale dell’Ast, Marco Ricci, ha firmato la determina con la quale attraverso 11 contratti di collaborazione coordinata e continuativa e 4 contratti di lavoro autonomo, assegna incarichi ad altrettanti professionisti in quiescenza, per "scongiurare interruzioni del servizio e consentire una razionale ed efficiente gestione delle risorse umane assegnate alle diverse Unità operative o Servizi, a garanzia del mantenimento degli standards dell’assistenza ospedaliera e dei Livelli essenziali di assistenza". Lo ha fatto dopo aver avuto la loro disponibilità in relazione ad un avviso con scadenza aperta fino al 31 dicembre 2024, volto ad acquisire manifestazioni di interesse da parte di medici in pensione al conferimento di incarichi, per far fronte alle eventuali esigenze straordinarie di volta in volta emergenti, derivanti dalla carenza di medici specialisti, soprattutto nei settori dell’emergenza-urgenza.

Contratto dal 1° febbraio al 31 luglio per Gilberto Sassaroli e Raffaele Pontani, chiamati a supportare l’Unità operative di Anestesia e rianimazione all’ ospedale di Camerino (36 ore settimanali); per Gaetano Raccosta, che presterà la sua opera nell’Unità di Nefrodialisi all’ospedale di Civitanova (36 ore settimanali); per Alberto Antonini (24 ore), Umberto Caiazza (36 ore) e Giuseppe Cardia (24 ore), che saranno impegnati nel pronto soccorso dell’ospedale di Camerino/San Severino; per Massimo Rossi (30 ore) e Mauro Torresetti (30 ore) destinati al Punto di primo intervento di Recanati; per Paolo Pacifico Tallei (30 ore) destinato al Punto di primo intervento di Tolentino; per Pietro D’Andrea (30 ore), che sarà operativo al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova; per Sergio Giorgetti (25 ore), che sarà all’Hospice dell’ospedale di San Severino); per Carlotta Cristallini (20 ore), che lavorerà nel Distretto di Macerata; per Guido Marcucci (35 ore), destinato al distretto di Camerino. Contratto dal 1° febbraio al 31 marzo, invece, per Stanislao Pecorella (30 ore), che seguirà la degenza Covid all’ospedale di San Severino, e Federico Tosi (18 ore), destinato a Medicina Legale.

Ad ogni professionista sarà corrisposto un compenso omnicomprensivo di 60 euro per ogni ora effettiva di attività prestata. Anno nuovo, problemi vecchi: trovare i medici nell’Azienda sanitaria territoriale 3 (ma anche nelle altre marchigiane) non è semplice e, anche quando li si trova, non è facile assumerli. Così si va avanti chiamando specializzandi e pensionati, ma anche medici dalle cooperative private, e aumentando al massimo il numero di pazienti per i medici di base nella medicina territoriale. E’ chiaro che non si può stare in continua emergenza di personale. Le Aziende sanitarie territoriali fanno quello che possono, la Regione Marche chiama in causa il Governo nazionale, ma il problema è sempre lì.