La pallanuoto cerca casa. Non ci sono piscine idonee

Npn Tolentino neopromossa in serie B ha giocato l’ultima partita a Bologna dopo che l’unico impianto marchigiano ad Ancona è stato chiuso .

La pallanuoto cerca casa. Non ci sono piscine idonee

La Npn Tolentino, neopromossa in serie B maschile

Cresce il movimento della pallanuoto, però mancano le piscine. Basti pensare che la Npn Tolentino, neopromossa in serie B maschile, ha dovuto giocare la sua ultima partita di campionato "casalinga" a Bologna, cioè a 300 chilometri di distanza da Tolentino. Perché? Il problema è contingente e, al tempo stesso, strutturale. Cerchiamo di capirne i motivi. Nelle Marche l’unico impianto omologato per le gare di serie A e B maschili è quello del "Passetto" di Ancona che, risalente agli anni ‘60, è lungo 33 metri. Ebbene la scorsa settimana questa piscina è stata chiusa per ragioni di sicurezza e mancanza di necessarie certificazioni. Non si conoscono con certezza i tempi di riapertura. Qui giocano e si allenano settimanalmente le formazioni di Ancona (A2 maschile e femminile), Osimo e Tolentino (serie B maschile) e Jesi (serie C). Per loro "porte chiuse" a data da destinarsi, in attesa che i gestori della struttura risolvano i problemi evidenziati dalle autorità competenti.

"Non essendo idonea la piscina di Tolentino per le partite di B – spiega il dirigente, Mario Foglia – siamo costretti dall’inizio del campionato ad andare ad Ancona, la sede più vicina. Adesso, senza quell’impianto, abbiamo come alternativa Bologna, Firenze, Roma o Avezzano. È chiusa anche quella di Pescara, mentre non ci sono impianti adatti a Perugia. In questo week end il campionato è fermo per una pausa di fine girone d’andata. Sabato scorso, avvertiti all’ultimo momento, abbiamo ripiegato su Bologna. Nel prossimo impegno affronteremo Osimo in trasferta, toccherà a loro trovare una sede di riserva. Poi il problema lo avremo noi. Speriamo che nel frattempo si sia risolta la questione del ‘Passetto’. Se la questione dovesse prolungarsi, avremo sicuramente problemi di allenamenti e di costi. Per fortuna, almeno l’attività del settore giovanile è al riparo da questa emergenza".

Jesi, che gioca in serie C (con misure meno stringenti), vira verso Senigallia, mentre le due formazioni doriche (maschile e femminile) sono emigrate già a Firenze. Certamente il fatto di non avere in regione impianti di un certo livello tarpa le ali al movimento. La piscina ideale ha dimensioni di 25 metri per 35 metri, che neppure Macerata potrà però vantare con la sua futura struttura natatoria. "È da tempo che si dibatte attorno a questa cronica carenza – conclude Mario Foglia – e ora il nodo dell’impiantistica è venuto tristemente al pettine. Riguarda tutte le società di pallanuoto delle Marche, non solo Tolentino".