La sfida di Lambertucci: "Loreto-Lourdes di corsa, 1.400 chilometri a 78 anni"

Parte oggi dalla Santa Casa la nuova impresa dell’ultramaratoneta di Treia "Sarò vecchietto, ma sono preparato e la Madonna mi darà una mano".

La sfida di Lambertucci: "Loreto-Lourdes di corsa, 1.400 chilometri a 78 anni"

La sfida di Lambertucci: "Loreto-Lourdes di corsa, 1.400 chilometri a 78 anni"

"Speriamo che le gambe reggano, ma sono fiducioso: la Madonna mi darà una mano". È pronto Ulderico Lambertucci, l’ultramaratoneta 78enne di Treia, che questa mattina intorno alle 10 partirà dalla Santa Casa di Loreto con destinazione Lourdes, in Francia: un pellegrinaggio di corsa, circa 1.400 chilometri, per dire grazie a Maria. Secondo i programmi, il pellegrinaggio terminerà la Settimana Santa, fra sabato 23 e domenica 24 marzo. Ventidue anni dopo, Lambertucci ripeterà un itinerario già percorso nel 2002. Sulle gambe ha migliaia e migliaia di chilometri, imprese podistiche che lo hanno portato dall’Italia in tutto il mondo. Sempre a piedi, di corsa, con la fatica ma anche la devozione e la preghiera a fargli compagnia.

Mancano poche ore e poi partirà per la sua nuova, grande impresa a piedi. Come sta vivendo la vigilia di questo pellegrinaggio così impegnativo?

"La vigilia della partenza sta andando bene, è praticamente ormai tutto pronto. Speriamo che reggano le gambe: ho 78 anni, ma sono sicuro che la Madonna mi darà una mano. L’itinerario è tracciato, l’ho già fatto ventidue anni fa. Sono previste delle soste nei luoghi cari alla Madonna e nelle città che ospitano santuari mariani, dove mi fermerò per pregare. Sarò accompagnato da un mio amico, l’avvocato Pierluigi Medei, che mi seguirà tappa dopo tappa con il suo camper e sarà pronto a darmi supporto, in caso di necessità, durante le soste. Ma la mia impresa la farò da solo, ovviamente".

Cosa si prova a restare soli con se stessi per tutte queste ore? Cosa si pensa nei momenti di sforzo e di fatica?

"Io prego molto durante questi momenti, mi guardo intorno, vedo posti nuovi e scorci sempre diversi. A volte cammino, a volte corro. È una corsa leggera la mia, altrimenti se esagerassi il giorno dopo non ripartirei neppure. Ma è bello visitare posti nuovi, correre dentro le città".

Come ci si prepara fisicamente e mentalmente ad una fatica del genere?

"Fisicamente sono preparato, sarò "vecchietto" ma ho tanti chilometri sulle gambe e non sono nuovo a imprese del genere. Prepararsi mentalmente è un altro discorso. Nel corso del cammino ci può sempre essere un imprevisto. Ci possono essere dei disagi e, a volte, bisogna anche sapere quando è il caso di fermarsi".

A parte le imprese per cui è noto, fa anche gare podistiche in zona?

"Amo fare le corse in montagna. Sono affezionato a due gare in particolare, che faccio tutti gli anni. Il Trail del Conero, che sono 25 chilometri, e la ColleMar-athon, che è la gara organizzata dalla società, la ColleMar-athon Asd di Fano, di cui faccio parte e con cui corro. Anzi, voglio ringraziare la mia squadra. Tutti i miei compagni mi vogliono bene, mi sostengono, mi danno supporto e mi sono sempre vicini".

È esperto di imprese podistiche, ne ha fatte tante nel corso degli anni, sempre nel segno della devozione religiosa: Macerata-Pechino, Roma-Gerusalemme. Quali sono gli aneddoti che ricorda con più piacere?

"Il 4 aprile del 2006, mentre mi trovava in una città della Russia, il sindaco accese in mio onore un grande falò. Durante il mio passaggio ci fu una grande festa. Stessa cosa a Istanbul, quando l’Imam in persona, nella piazza principale della città, organizzò una festa addirittura con un rinfresco. Con la mia esperienza ho capito che quando si va in un Paese straniero bisogna rispettare le usanze e la religione di quel Paese. Io sono sempre stato accolto molto bene, in ogni posto che ho visitato".

È la vigilia di un giorno importante, ma ha già in mente qualche obiettivo da qui ai prossimi anni?

"Innanzitutto, vediamo come va questa e come reagisce il fisico. Per i miei 80 anni mi piacerebbe regalarmi il giro d’Italia a piedi. Ma è ancora tutto da vedere".