Le due Assem insieme: "Operazione cruciale"

Conclusa la fusione tra la spa e la srl, il sindaco Piermattei: "Porterà effetti economici positivi". Nel cda entra Pellei con Soverchia e Callea

Le due Assem insieme: "Operazione cruciale"

Le due Assem insieme: "Operazione cruciale"

Definitivamente conclusa la fusione tra Assem spa e Assem Patrimonio. Per il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si tratta di "una operazione fondamentale e necessaria che porterà effetti positivi in termini di economicità". Ma il Movimento 5 Stelle settempedano ha qualche dubbio, mentre il consigliere di opposizione Tarcisio Antognozzi auspica lungimiranza. Dopo il via libera da parte del Consiglio comunale di San Severino si è definitivamente conclusa, con la sottoscrizione dell’atto, la fusione tra Assem Spa e Assem Patrimonio Srl. "Operazione fondamentale e necessaria, in un contesto in continua evoluzione che ci deve vedere protagonisti, per riunire in un’unica società l’attività di gestione dei servizi e la proprietà delle reti e degli asset – spiega il sindaco –. La fusione consente, inoltre, positivi effetti in termini di economicità, evitando la duplicazione di taluni costi, e una semplificazione dell’azione amministrativa. In termini di governance poi, date le sfide che ci aspettano nel prossimo futuro, è stato nominato un consiglio di amministrazione composto da tre membri: ne fanno parte i due precedenti amministratori unici, il dottor Giovanni Soverchia, presidente, l’avvocato Riccardo Callea e l’ingegner Brigitte Pellei, quali consiglieri". Apprensione da parte del gruppo cittadino pentastellato, nell’ottica dei futuri scenari che potranno presentarsi all’azienda per effetto della legge Balduzzi: "Ci risulta che l’azienda, in futuro, potrebbe essere venduta ma ogni imprenditore di coscienza che venda la propria azienda, tiene per se gli immobili in modo da riscuotere gli affitti, quindi ci sorge una domanda. Se il Comune incassa 500mila euro dagli affitti degli immobili Assem, perché l’amministrazione ha unito i due rami aziendali? In questo modo, se un giorno l’azienda dovrà essere venduta perderemo anche gli incassi dell’affitto degli immobili". Per Antognozzi ora le sfide che si prospettano sono tre: "La prima è capire come reinvestire i proventi della vendita del ramo relativo ai servizi gas. Serve un investimento a medio-lungo termine. Quando ero assessore al bilancio avevamo iniziato a progettare l’acquisto di centrali idroelettriche che insieme al parco eolico di Viterbo potevano costituire una rendita. La seconda riguarda il settore idrico, per il quale si va verso un gestore unico provinciale, un consorzio. La battaglia politica è sui modelli di governance. Per quanto riguarda invece il settore, bisognerà tentare la partita del bando nazionale. Quindi o tenteremo una cordata o perderemo il servizio e quindi dovremo cedere anche questo ramo aziendale".