"L’italiano per gli ucraini fuggiti dalla guerra"

L’associazione ’Inter Pares’ ha come vicepresidente Mariam di Camerino: "L’obiettivo è insegnare la lingua a donne e bambini"

"L’italiano per gli ucraini fuggiti dalla guerra"

"L’italiano per gli ucraini fuggiti dalla guerra"

di Lucia Gentili

"Insegniamo l’italiano a chi fugge dalla guerra". È la missione di "Inter Pares", un’associazione di promozione sociale, che ha come vicepresidente Mariam Kaphianidze di Camerino (e come presidente Anastasia Kuznetsova) e che si occupa di aiutare in particolare le donne ucraine. "Crediamo che la corretta conoscenza della lingua sia la chiave per la piena integrazione sociale, lavorativa e culturale – spiega Mariam –. Così da un anno e mezzo, dall’inizio del conflitto, grazie al prezioso aiuto di insegnanti volontari, tra l’altro provenienti da prestigiose università, abbiamo dato il via a corsi online. Abbiamo raggiunto la quota di trecento iscritti da tutta Italia; per il 90% si tratta di donne. Gran parte degli uomini infatti è stato costretto a rimanere in prima linea, in Ucraina. E, mentre i bambini e i ragazzi arrivati da noi riescono ad imparare la lingua e ad integrarsi tramite la scuola, le donne correvano il rischio di restare la fascia ’scoperta’".

Invece, attraverso corsi come questo, con un apprendimento base della lingua, qualcuna è riuscita anche a trovare un’occupazione. Conoscere l’italiano le ha aiutate pure nella quotidianità, ad inserirsi o semplicemente a fare la spesa". Mariam, georgiana che vive ormai da una decina d’anni nella città ducale; oltre a lei, nel direttivo ci sono anche Francesco Coderoni di Camerino, Michele Poduti di Fiuminata e Endrio Santoni di Castelraimondo. E una ventina di persone da questi tre Comuni è iscritta ai corsi. Nel frattempo, da circa un anno, è attiva anche una raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe per acquistare il materiale didattico necessario per i corsi, ovvero libri e manuali che vengono forniti gratuitamente ai partecipanti.

"Gli adulti e i bambini che vengono accolti devono potersi esprimere al pari di tutti gli altri – spiegano le promotrici della raccolta –. Solo imparando la lingua potranno condividere i propri valori, il know-how lavorativo, le tradizioni culturali. Ad oggi i nostri volontari, 18 insegnanti di lingua italiana e 25 volontari assistenti, sono la nostra risorsa più grande; la loro partecipazione è fondamentale in quanto si viene a creare una rete sociale mista in cui gli studenti hanno la possibilità di essere aiutati non solo nell’apprendimento della lingua, ma anche nella ricerca del lavoro, attività culturali, sociali e sportive. L’associazione ha, tuttavia, necessità di sostegno economico: le donazioni ci aiuterebbero ad acquistare il materiale per i corsi di lingua per adulti e materiale ludico-didattico per i bambini".