Nei guai 70 imprenditori. Caporalato, otto denunce

Il bilancio dei controlli dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro nel 2023. Dall’agricoltura all’edilizia e la ristorazione: oltre trecento aziende sotto la lente.

Nei guai 70 imprenditori. Caporalato, otto denunce

Nei guai 70 imprenditori. Caporalato, otto denunce

Dall’agricoltura all’edilizia, dalla logistica alla ristorazione: oltre trecento aziende nel corso del 2023 sono state sottoposte ai controlli dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro. Contro il lavoro sommerso, che danneggia i lavoratori e le aziende che rispettano le regole, i militari hanno individuato in tutto 370 irregolari e 103 lavoratori in nero, su 1.300 controllati. Sono stati 103 i provvedimenti di sospensione delle attività. Di queste 33 sono scattate per l’utilizzo di manodopera irregolare in misura superiore al 10 per cento del totale dei lavoratori presenti; in alcuni casi tutti i lavoratori erano in nero. Altre 70 sospensioni sono state disposte per violazioni gravi sulla sicurezza. In alcuni casi, in accordo con la procura di Macerata, è stato necessario il sequestro preventivo delle unità operative, per impedire che le maestranze continuassero a lavorare in condizioni di pericolo. Sono state disposte sanzioni e ammende per circa 550mila euro. Settanta imprenditori sono stati denunciati alla procura per non aver rispettato gli obblighi della formazione e informazione e per la mancata sorveglianza sanitaria dei dipendenti. Ci sono stati anche casi in cui la sorveglianza sanitaria era stata attestata falsamente, grazie alla complicità di professionisti compiacenti, a loro volta denunciati. Sono 18 i titolari di azienda denunciati per aver usato lavoratori clandestini e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini, scaturite dall’approfondimento sulle istanze di emersione presentate con il regolamentato Flussi 2021, hanno fatto scoprire numerose richieste presentate da datori di lavoro prive dei requisiti, e per le quali i lavoratori stranieri avevano pagato consistenti somme di denaro. Inoltre il Nil è stato impegnato nella lotta al caporalato. È stata svolta una assidua attività preventiva e repressiva, massimizzando lo sforzo nei settori ritenuti più interessati da questo fenomeno. Le indagini, coordinate dalla procura, hanno portato alla denuncia di otto persone, di cui una sottoposta alla misura cautelare in carcere, per violazioni penali in materia di lavoro, intermediazione illecita e sfruttamento.

Sono stati individuati 80 lavoratori impiegati in condizioni di sfruttamento da parte dei caporali, che con vessazioni e minacce approfittavano del loro stato di bisogno sottopagandoli ed esponendoli a gravi rischi per la salute. I risultati sono anche il frutto di una lunga opera di sensibilizzazione che il personale del Nil ha posto in essere da tempo all’interno delle comunità oggetto di sfruttamento. A riguardo risulta importantissima la collaborazione del cittadino straniero sfruttato, per il quale è previsto anche il rilascio del permesso di soggiorno.