Olio, un’annata complicata: "Olive danneggiate dalla mosca, anche il prezzo ne risentirà"

Al via la raccolta: maltempo e infestazioni riducono le quantità, ma la qualità rimane alta. Francesco Fucili (Coldiretti): "Il nostro consiglio è di acquistare direttamente dai produttori".

Olio, un’annata complicata: "Olive danneggiate dalla mosca, anche il prezzo ne risentirà"

Olio, un’annata complicata: "Olive danneggiate dalla mosca, anche il prezzo ne risentirà"

Annata dura per l’olio, con una produzione in netto calo. I produttori locali hanno dovuto fare i conti con il maltempo, i rincari e l’attacco della mosca olearia. Ma l’oro verde resta tale. E Coldiretti raccomanda di fare attenzione all’etichetta e comprare direttamente dagli agricoltori e nei frantoi del territorio, sia per una maggiore sicurezza che per sostenere la filiera. "Sarà un’annata difficile anche per la produzione di olio extravergine di oliva nella nostra regione – esordisce il presidente Coldiretti Macerata Francesco Fucili –. In provincia la situazione si presenta a macchia di leopardo per quanto riguarda la "carica" delle olive sulle piante: se nelle zone interne e più in quota la quantità sarà molto bassa, in quelle litoranee e sulla bassa collina la produzione si prospetta più abbondante, seppur in calo rispetto alla media. Ma in questi giorni, con temperature miti, la mosca sta attaccando le olive e i produttori (sia in agricoltura convenzionale che in biologico) stanno cercando di fronteggiarla con i trattamenti ammessi dai propri disciplinari di produzione".

"La qualità dell’olio comunque, vista la loro professionalità, sarà garantita – aggiunge Fucili –. Forse però il prezzo ne risentirà un po’. L’olio resta uno degli alimenti alla base della dieta mediterranea. Il consiglio quindi è: consumarne poco ma di qualità, acquistandolo direttamente dai produttori e non sugli scaffali dei supermercati magari con prezzi irrisori, perché a quel punto non si vuol bene alla propria salute". Conferma l’annata negativa, "forse peggio del 2022", Cinzia Anibaldi, dell’azienda agricola omonima a San Severino. "In ballo ci sono tanti fattori, come l’altitudine e la conformazione del territorio – spiega la produttrice – ma la produzione sarà piuttosto bassa. La produzione di Leccino quest’anno è a zero, mentre non è omogenea per l’Orbetana e il Piantone di Mogliano, che in alcune zone portano molte olive e in altre no. È presto per dire quali saranno gli effetti dell’attacco della mosca; i primi di agosto c’è stato un leggero attacco, e poi un altro a settembre (ovviamente l’agricoltura in biologico su questo fronte è più a rischio della convenzionale perché utilizza prodotti più blandi e leggeri). Ad ogni pioggia il trattamento veniva azzerato, e ora, con le temperature abbassate e l’umidità, si presentano le condizioni ideali, purtroppo, per la proliferazione di questo insetto". La pioggia di giugno invece ha compromesso l’allegagione, ovvero il passaggio dallo stato di fiore a quello di frutto. "Confidiamo però nella qualità – aggiunge la Anibaldi –: l’Orbetana, la varietà autoctona più conosciuta in queste zone, ha una buccia dura e piuttosto resistente all’attacco della mosca. Puntiamo quindi a produrre un olio monovarietale con queste olive per mantenere la qualità". In questi giorni la sua azienda inizierà la raccolta. Conta i chicchi rovinati dalle punture della mosca Mauro Pucciarelli, titolare di un’azienda agricola tra Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo. La varietà Coroncina, tipica di queste zone, un po’ si è salvata (il Leccino invece anche qui è sparito). "Nelle aree più riparate – precisa – la quantità ovviamente è più alta. Poi saranno l’agronomo e il presidente dell’associazione Coroncina per quali olive procedere con la macinazione o meno. Non è la prima volta che registriamo stagioni come questa. Per fortuna la nostra azienda è specializzata soprattutto in cereali e legumi e andiamo avanti, malgrado un’annata no di olio". Per salvare il salvabile l’inizio della raccolta, che di solito partiva da metà ottobre, verrà anticipato.