Paralizzato per l’antibiotico: "Il Ministero conceda la deroga al professore"

Il professore Gentili rischia di rimanere senza stipendio, lo Snals solidale con lui. Barbi: "Proprio perché non ci sono precedenti, Roma deve intervenire"

Fabrizio Gentili, tolentinate di 47 anni, è insegnante del liceo scientifico Galilei
Fabrizio Gentili, tolentinate di 47 anni, è insegnante del liceo scientifico Galilei

Macerata, 4 gennaio 2024 – Da un lato la strada del riconoscimento dell’invalidità per non perdere il lavoro, dall’altro la terapia del dolore per attenuare i sintomi. Sono due possibilità per il professor Fabrizio Gentili, 47enne docente di matematica e fisica del liceo scientifico Galilei, che da un anno e mezzo combatte con i dolori paralizzanti provocati dalla reazione avversa a un farmaco. Nei giorni scorsi il professore ha pubblicato su Facebook il suo calvario, sollevando un’ondata di commozione e solidarietà, con decine di commenti e migliaia di condivisioni. Al momento, senza una diagnosi, non è chiaro se possa esserci una cura alla sua condizione, e per giunta tra non molto per lui si profila anche il licenziamento.

"Si può avere un congedo di due anni per malattia, prima a retribuzione piena, poi ridotta – spiega il segretario provinciale dello Snals, Ugo Barbi -. Ma se la malattia si protrae e non è professionale, dunque gestita dall’Inail, o invalidante come le terapie oncologiche o il Covid, alla fine di questo periodo arriva il licenziamento. Però si potrebbe pensare a un ricorso, quanto meno provarci per non perdere il posto di lavoro. Nel suo caso si tratta di una situazione particolare, è evidente che non è autosufficiente e il Ministero deve pronunciarsi su un caso simile, e fare una deroga per una ipotesi così atipica: non ci sono precedenti simili al suo. Capisco che prima il professor Gentili abbia voluto pensare agli aspetti terapeutici, ma bisogna anche prendere la strada del Ministero, con l’assistenza di un avvocato. Il sindacato comunque esprime la massima solidarietà al professor Fabrizio Gentili, siamo pronti ad aiutarlo in ogni modo possibile per cercare una soluzione: siamo qui per questo".

Anche il dottor Massimo Palazzo, risk manager dell’Ast, suggerisce la via della segnalazione ufficiale al Ministero della salute e all’Agenzia italiana del farmaco, e la terapia del dolore per provare a ridurre i sintomi della patologia misteriosa che, spiega, "è stata segnalata su 286 pazienti, su 300milioni di dosi, in pratica un paziente su un milione. Non conosco il caso specifico, quindi posso dare solo indicazioni di massima. I farmaci fluorochinolonici sono utilizzati in moltissimi casi. Ma la reazione avversa va segnalata in ogni caso. Il sito dell’Aifa ha un modello online per questi casi, inoltre con il medico di base si può avviare la procedura per il riconoscimento dell’invalidità da reazione avversa ai farmaci, attivando la commissione. Inoltre, potrebbe essere utile la terapia del dolore, per alleviare i sintomi e migliorare le condizioni".