Rotonda chiusa, la verità del titolare: "Danno economico e d’immagine"

Piercamilli: "Non è vero che il bar è pieno di delinquenti. Sono stato io a denunciare, mi si è ritorto tutto contro"

Rotonda chiusa, la verità del titolare: "Danno economico e d’immagine"

Rotonda chiusa, la verità del titolare: "Danno economico e d’immagine"

"Sembra che questo locale sia pieno di delinquenti, ma non è vero. Vengono universitari, giovani, famiglie come in tutti i locali. Ma ora con questa chiusura di sette giorni sono vittima due volte". Mauro Piercamilli, il titolare della Rotonda ai giardini Diaz, è molto amareggiato dopo il provvedimento con cui la questura ha imposto uno stop al suo locale. Ma già si prepara a riaprire venerdì. "Nel provvedimento di chiusura – spiega – sono indicati quattro episodi. Uno è di aprile, quando a mezzogiorno un extracomunitario è sceso con una birra in mano, ubriaco, e ha colpito la mia auto. Ho chiamato la polizia, lo hanno portato via, io ho denunciato il fatto e il giorno dopo è stato allontanato, perché era pericoloso. Il secondo è del 31 agosto, la sera di San Giuliano: un minorenne è venuto con una pistola giocattolo senza tappo rosso, ed è stato portato via dalla polizia. Poi l’11 novembre, all’1.30 di notte, un albanese ha mostrato un coltello a un dipendente che stava rimettendo a posto; lui lo ha detto a me, e io ho chiamato la polizia. Anche in questo caso ho denunciato l’episodio. L’ultimo fatto è di mercoledì scorso, quando lontano dal locale alcuni ragazzi hanno litigato, non so perché; uno si è spaventato e ha chiamato il padre, che ha allertato la polizia. La festa però è andata avanti come sempre, io non mi sono accorto di niente. Se per questi quattro episodi il locale viene chiuso, io non farò più denunce e non chiamerò più nessuno, perché chiedere aiuto si ritorce contro di me". Il bar, assicura Piercamilli (foto), è anche una forma di controllo per i giardini, perché è frequentato a tutte le ore da tante persone. "E invece ora ci troviamo a fronteggiare un danno economico e d’immagine. La gente chiama per capire cosa sia successo, sembra che qui ci siano i delinquenti, e invece stiamo creando una cosa diversa. Ho organizzato anche dei pomeriggi con l’animazione per i bambini, lavoriamo tanto e l’amministrazione non ci ha mai aiutato. Le iniziative del Comune sono sempre in piazza Mazzini o piazza della Libertà; in questo spazio bellissimo, mai nulla. C’è la pista ciclabile certo, ma non ci ho mai visto un ciclista. Avevo chiesto i parcheggi, ma niente, anzi io ho preso 18 multe in due anni". Il gestore non nasconde la delusione, "soprattutto dopo aver fatto di tutto per allontanare chi dava fastidio. L’estate scorsa è stata quasi una guerra, e io le ho provate tutte per lavorare con tranquillità. Qui ci mettiamo il massimo impegno, e riapriremo con le migliori intenzioni per fare il nostro lavoro e offrire un servizio alla città. Senza di noi, chi rimarrà ai giardini Diaz?".