Scocca l’ora di Cronisti in classe: "È essenziale dialogare coi giovani"

Martedì scatta la nuova edizione della sfida tra alunni delle medie. Clementoni: uno stimolo per gli studenti

Scocca l’ora di Cronisti in classe: "È essenziale dialogare coi giovani"
Scocca l’ora di Cronisti in classe: "È essenziale dialogare coi giovani"

"Per la Clementoni il dialogo con i giovani è fondamentale, perché per noi il gioco è condivisione, un “ponte” tra generazioni e un modo per creare momenti di socializzazione". Giovanni Clementoni, amministratore delegato Clementoni Spa, spiega perché è importante l’iniziativa Cronisti in classe. "È fondamentale – aggiunge – il dialogo con i ragazzi, non solo per capirne desideri ed esigenze, ma anche per avere il loro punto di vista e capire come vivono la socialità e le relazioni, temi rispetto ai quali il giocare può rappresentare uno strumento di facilitazione e di grande valore".

Clementoni, quando avete capito che il gioco può essere anche uno strumento di apprendimento?

"Questo approccio nasce con l’azienda stessa e ha radice lontane. Era infatti il 1967 quando mio padre, ebbe l’idea del Sapientino, il gioco di associazione che supporta i più piccoli nel loro percorso di scoperta e di crescita. La sua grande intuizione è stata quella di capire l’importanza del gioco nella crescita dei bambini: un’attività naturale e coinvolgente che li predispone all’apprendimento attraverso il divertimento".

Nel tempo avete continuato su questa strada.

"Da allora l’azienda ha sempre operato con coerenza nel creare contenuti che potessero essere inseriti nel contenitore più adeguato. L’hardware più evoluto si è infatti sempre “fuso“ con i contenuti pensati, scritti e sviluppati dai nostri “professionisti del giocattolo“, giovani donne e uomini, profondi conoscitori del mondo del bambino e per questo in grado di intercettarne al meglio bisogni e desideri".

Quale consiglio può dare ai ragazzi per coltivare i loro sogni?

"Perseguire con determinazione e coraggio le loro aspirazioni perché nulla è precluso a chi crede fortemente in un’idea o in un progetto. Quando mio padre e mia madre, nel 1963, iniziarono la loro avventura imprenditoriale, il loro progetto era la messa a terra di un’idea visionaria che credeva in un prodotto, il gioco da tavolo, allora pressoché sconosciuto al mercato italiano. Con impegno, coraggio e dedizione hanno trasformato il loro sogno nell’azienda che conosciamo oggi, ritengo pertanto il loro un esempio virtuoso che auguro possa essere di ispirazione anche per i giovani di oggi. In tal senso crediamo che “I campionati di giornalismo“ siano una iniziativa capace di sostenere e stimolare i desideri e le aspirazioni di tanti giovani, per questo ci sentiamo molto vicini, come azienda, a questa iniziativa. Da sempre, infatti, la Clementoni si occupa di supportare i più giovani nella crescita, con un lavoro quotidiano fatto di impegno, passione e creatività, ingredienti molto simili a quelli richiesti dalla professione giornalistica".