Si chiude il Maceratese dell’anno. Le targhe del Carlino ai vincitori

L’omaggio ai personaggi più votati dai lettori: Vincenza Costantini, Marco Massei e Giulio Vesprini

Si chiude il Maceratese dell’anno. Le targhe del Carlino ai vincitori

Si chiude il Maceratese dell’anno. Le targhe del Carlino ai vincitori

Sono stati premiati ieri i primi tre classificati al "Maceratese dell’anno", l’iniziativa del Carlino dedicata ai personaggi che hanno tenuto in alto il nome della provincia. Sul podio Vincenza Costantini, anima della onlus settempedana "Sorrisi per l’Etiopia"; Marco Massei, avvocato alla guida della onlus "L’anello per la vita", che opera per l’hospice di San Severino e presidente del comitato per la difesa del Bartolomeo Eustachio; lo street artist civitanovese Giulio Vesprini, ideatore del progetto ‘Vedo a colori’. Ad accompagnare la settempedana Vincenza Costantini, ieri mattina nella redazione maceratese del Carlino, c’erano anche il marito Fabio Scuriatti e padre Gianni Pioli, loro guida spirituale. "Non siamo noi a salvare l’Africa, ma è stata l’Africa a salvare noi", così Costantini ha accolto la targa, ricordando la storia della onlus, nata dopo la terribile tragedia in cui perse la vita sua figlia Cristina, insieme a Luca Zura-Puntaroni e ad Alessio Scarponi. Per il funerale chiese che non venissero acquistati fiori e le offerte raccolte vennero consegnate a don Donato De Blasi che si recava spesso in Africa. Quando andò in Etiopia, parlò con il vescovo per capire quali fossero le esigenze e così Vincenza Costantini venne a sapere che nella zona di Soddo, nel Wolajta, c’era un piccolo lembo di terra in cui mancava un luogo per l’alfabetizzazione. Partì quindi il progetto per la scuola di Lenda. Un anno dopo dall’incidente, lei e la mamma di Luca Zura-Puntaroni andarono per l’inaugurazione dell’aula. "Non si può immaginare il dolore, le emozioni contrastanti che provai. La solidarietà poi è continuata, raccoglievo sempre belle cifre da inviare in Africa e così abbiamo fondato la onlus. Non so, con tutto quel dolore, dove trovai la forza per la solidarietà ma fu così che gettammo un seme da cui è nato un meraviglioso fiore".