Simone Mancini, una vita a tutto gas: "In moto da quando ho 4 anni, ora sogno di vincere un Mondiale"

Il sedicenne pilota cingolano tra scuola e carriera: le giornate si susseguono al ritmo studio-palestra-cross "La gioia più grande? Il secondo posto all’Europeo in Inghilterra, ammiro l’australiano Jett Lawrence".

Simone Mancini, una vita a tutto gas: "In moto da quando ho 4 anni, ora sogno di vincere un Mondiale"

Simone Mancini, una vita a tutto gas: "In moto da quando ho 4 anni, ora sogno di vincere un Mondiale"

Simone Mancini, 16enne dallo scorso 9 agosto, cingolano, residenza e famiglia nella frazione Santo Stefano, è quasi nato sulla moto da cross. Parla poco, fa parlare i successi finora ottenuti. Dall’anno scorso, fa parte del Team Fantic Motor; la stagione si aprirà il 4 febbraio: in calendario, gli Internazionali d’Italia. E nel motocross, Mancini personifica le sane smanie della giovinezza, temperando l’esuberanza con una seria professionalità. Crossista precoce, Simone, col babbo Francesco che lo ha assistito in tutti i trasferimenti e nelle relative incombenze, spesso presente nelle trasferte mamma Valentina. Al seguito, compatibilmente con l’agio degli spostamenti, anche il secondogenito, Nicola, 6 anni, tifoso di Simone che alla sua età era già un pilota precoce. "Ho cominciato a 4 anni ad andare in moto – racconta Simone – quando i miei genitori, che non finirò mai di ringraziare per la comprensione e il sostegno che mi hanno dato e continuano a darmi, vedendomi tanto appassionato, mi regalarono una moto. E fin da piccolo mi sono sempre divertito frequentando i campi di gara". Poi, il brillante avvio dell’attività agonistica: 2016, nella 65, su KTM, il primo dei sette consecutivi titoli di campione regionale Fmi e il tricolore debuttanti Centro Sud.

Un record i sette primati marchigiani di fila?

"Non lo so, ma ne sono soddisfatto, ogni vittoria è bella".

E le vittorie si sono intensificate: per citarne qualcuna, Trofeo Red Bull nel 2017 e 2019 anche con la conquista del campionato italiano 85 cc, per due volte campione del mondo con l’Italia a squadre, la partecipazione al mondiale junior in Finlandia, quindi lo strepitoso 2023.

"Nella 125, su Yamaha, campione italiano, europeo blu cru Yamaha, bronzo al mondiale junior in Romania, secondo posto all’Europeo in Inghilterra. Considero questa posizione d’onore la gioia maggiore provata finora".

Quale, allora, la delusione più cocente?

"Per carattere non sono portato a rammaricarmi. Però ricordo ancora l’amarezza che nel 2021 mi procurò, causa infortunio, la frattura al polso destro: ero al comando della classifica del campionato italiano 85 senior, che con una prova in meno conclusi in quarta posizione".

Il crossista che ammiri di più?

"È Jett Lawrence, australiano, molto impegnato anche in America: di lui m’impressionano lo stile di guida e la serie delle vittorie conquistate".

Che ambizioni hai per il futuro?

"Una, su tutte: voglio arrivare a disputare un mondiale e vincerlo".

Intanto, cosa chiedi al 2024?

"Che mi sia possibile disputare al meglio l’Europeo e tutti gli altri campionati a cui parteciperò".

Continui a studiare praticando il motocross ad alto livello: riesci a raccordare entrambe le attività?

"Pur gareggiando parecchio, ho frequentato per un biennio l’Itis a San Severino, poi Col Team Fantic Moto mi sono trasferito a Vergiate, in provincia di Milano, iscrivendomi al corso di Scienze umane che sto effettuando on-line in una specifica scuola. In sostanza, quando non corro, le giornate si susseguono al ritmo studio-palestra-moto".

Insomma, tempo libero ridotto all’essenziale, sacrificandolo.

"Ma la passione supera i sacrifici: senza di essi, non si guadagnano i successi".