Sorelle trovate morte. Servizi sociali nel mirino

Il capogruppo del Pd Marinelli: "Serve un monitoraggio più capillare". La replica del Comune: "Non sarebbe mai sufficiente a far emergere tutto".

Sorelle trovate morte. Servizi sociali nel mirino

Sorelle trovate morte. Servizi sociali nel mirino

"La tragedia delle due sorelle Stortini, trovate morte in casa a distanza di molti mesi, tanto che i loro corpi erano come mummificati, ci deve spingere – afferma Andrea Marinelli, capogruppo del Pd in Consiglio comunale – a considerare i servizi di assistenza e sanitari agli anziani in modo totalmente differente". Anche a costo di apparire controcorrente, Marinelli riconduce questo dramma della solitudine anche al fatto che oggi "non esiste più la famiglia allargata di stampo patriarcale che, con tutti i suoi limiti, aveva, però, il pregio di accudire i propri anziani, mentre i legami familiari al contrario tendono spesso ad affievolirsi nel tempo sino a disgregarsi".

Il cambiamento auspicato dal rappresentante cittadino del Pd parte dalla constatazione che purtroppo "i servizi sociali recanatesi, come tutti gli altri nei tanti comuni sparsi per il territorio italiano, sono abituati ad operare seguendo appelli, segnalazioni e ancora più spesso richieste insistenti e non sempre pertinenti". Così, avviene che la richiesta d’aiuto mai avanzata, nel caso specifico, dalle due sorelle Stortini, "nell’immaginario generale, compreso quello dei servizi sociali e sanitari, corrispondeva all’assenza di problemi. La necessità si prende in considerazione solo dal momento in cui si fa manifesta, si auto dichiara. Credo sia giunto il momento di intervenire in modo differente. Occorre – auspica il capogruppo Pd – un monitoraggio più capillare ed un tipo di intervento che non si limiti alla recezione delle problematiche, ma si faccia attivo. Una sensibilità nuova che parta dall’attenta osservazione di quei casi che presentano situazioni problematiche per mancanza di quelle relazioni familiari e sociali che da sempre hanno svolto funzioni suppletive a quelle pubbliche". Un modo che, però, potrebbe violare, fanno sapere dai servizi sociali comunali, "i diritti alla privacy e all’autodeterminazione delle persone. Censimenti e mappature dei bisogni del territorio in ogni caso sarebbero mai sufficienti a fare emergere tutti i problemi, in quanto le persone cercano fortemente di proteggere la loro privacy e le loro fragilità, spesso per mancanza di reale consapevolezza, per mancanza di fiducia verso le istituzioni o anche per vergogna". Marinelli, comunque, è fiducioso che "il sindac, Antonio Bravi, e l’attuale amministrazione siano dotati della giusta sensibilità per promuovere questa svolta sempre più necessaria e inderogabile".