Un podcast contro le dipendenze: "Così parliamo ai nostri giovani"

Progetto finanziato dal dipartimento delle politiche antidroga. Prevenzione e consapevolezza gli obiettivi

Un podcast contro le dipendenze: "Così parliamo ai nostri giovani"
Un podcast contro le dipendenze: "Così parliamo ai nostri giovani"

Un podcast sulle dipendenze, realizzato dai ragazzi e destinato ai loro coetanei. Con questo progetto il dipartimento dipendenze patologiche di Macerata è arrivato secondo su 78, ottenendo un finanziamento dal dipartimento per le politiche antidroga. "Per una realtà piccola come la nostra – commenta il direttore, Gianni Giuli – è un riconoscimento delle buone pratiche adottate, che poi sono quelle fondate sulle evidenze scientifiche altrimenti non si ottengono risultati. Il progetto sarà realizzato con un partner del privato sociale, Glatad". Il progetto selezionato dal dipartimento politiche antidroga è mirato sugli studenti del triennio delle superiori. "Gli obiettivi – spiega il sociologo Stefano Stoccuto – sono la prevenzione dei comportamenti problematici connessi all’uso di sostanze, e l’aumento di consapevolezza sui rischi per i ragazzi tra i 16 e i 19 anni, e poi di migliorare la nostra conoscenza sul fenomeno. Ultimamente infatti ci siamo messi a cercare fonti sui consumi generali, non limitandoci solo a chi viene da noi che è la punta dell’iceberg; abbiamo visto che ci sono pochi dati. Con questo progetto allora per prima cosa faremo una mappatura in tutti gli istituti scolastici, per capire quanto ne sanno i ragazzi dei danni causati dalle varie sostanze, della dipendenza digitale e del gioco d’azzardo, quanto sono diffusi consumi e comportamenti. Poi interverremo in alcune scuole con la formazione che coinvolgerà gli studenti in prima persona. Il finanziamento è di 100mila euro, il progetto durerà 24 mesi". Il dipartimento firmerà un accordo con Glatad, poi si contatteranno le scuole in collaborazione con la Consulta degli studenti medi. Saranno coinvolti anche l’Università ed esperti esterni.

"Siamo partiti dall’idea di intervenire nel triennio delle superiori perché, checché se ne dica, a contatto con le sostanze e l’alcol oggi si arriva più tardi rispetto a 15 o 20 anni fa – precisa la sociologa Silvia Agnani -. Le scuole ci chiedono di parlare di sostanze, ma non è facile prima di una certa età. Alle medie lavoriamo sui temi alcol e puff, le sigarette elettroniche da smascherare per quello che sono, e cioè strumenti per iniziare una grossa fascia di popolazione al consumo. Per rispondere agli istituti che chiedono interventi contro gli stupefacenti, abbiamo pensato a un potenziamento delle skills dei ragazzi, con attività laboratoriali fatte da studenti formati sulle sostanze di abuso e con competenze digitali, per creare podcast e video da diffondere tra i loro coetanei. L’approccio peer to peer, tra pari, è il più efficace, non è calato dall’alto, attiva risorse più profonde e parla il loro linguaggio". Gli studenti dunque dovranno documentarsi sulle sostanze, imparando a conoscerle prima di entrarci in contatto, e dovranno mettere in campo le abilità di comunicazione digitale per parlare ai loro coetanei, sempre più ben disposti ad ascoltare un loro pari.

"Queste sono le due leve del progetto – ha proseguito la sociologa Agnani –. In qualche scuola della provincia che lavora già sulla comunicazione proveremo a fare elaborati di qualità, da diffondere nelle altre scuole. Non andrà bene qualsiasi cosa, vogliamo realizzare un prodotto di qualità da diffondere anche a livello nazionale, per questo avremo la collaborazione dell’Università. Puntiamo molto anche sulla disseminazione, perché se il lavoro sarà fatto bene sarà esportabile anche in contesti diversi. Andremo in tutte le scuole della provincia, come facciamo sempre, tenendo a mente che alcune cose vanno bene da una parte e non da un’altra, ma arrivando a un linguaggio che porti tutti allo stesso punto. Il Servizio sanitario non deve lasciare indietro nessuno". Al progetto hanno collaborato anche l’assistente sociale Juri Muccichini, il comunicatore Paolo Nanni, e l’educatrice Ilenia Ferracuti.