Vannacci riempie il cineteatro: "Inno di Mameli nelle scuole e ambientalisti a lavorare"

Lungo battibecco con una militante di sinistra, ma in sala ci sono soprattutto i sostenitori del generale. Ciarapica: "Presenza importante". Troiani: "Giusto parlare del libro".

Termina con uno scambio di opinioni sul tema dell’ambientalismo con una militante di sinistra, il pomeriggio civitanovese del generale Roberto Vannacci, arrivato per presentare il suo libro ‘Il mondo al contrario’. Il militare in sala sottolinea che "i paesi più green sono anche i più ricchi" e "per essere ambientalisti bisogna aumentare la ricchezza, anche inquinando".

Vannacci riempie il cineteatro: "Inno di Mameli nelle scuole e ambientalisti a lavorare"
Vannacci riempie il cineteatro: "Inno di Mameli nelle scuole e ambientalisti a lavorare"

Quando la donna si alza in piedi per contestare la tesi, il pubblico rumoreggia e un civitanovese seduto nelle ultime file si lascia andare anche ad un’esclamazione ("vai a cena"). Per il resto, il confronto con l’interlocutrice resta civile e il generale accetta di rispondere a tutte le domande della donna, fin quando si fa l’ora di cena e l’avvocato Tiziano Luzi, presidente dell’associazione organizzatrice - la ‘Nova Polis’ - pone fine alla discussione.

Il lungo pomeriggio inizia alle 18, la sala del cineteatro Cecchetti si riempie subito e qualcuno è costretto a restare fuori. Le prime file sono occupate da amministratori, il primo cittadino Fabrizio Ciarapica, il presidente del Consiglio Fausto Troiani, gli assessori al commercio Francesco Caldaroni e alla transizione ecologica Roberta Belletti, i consiglieri Pierpaolo Turchi e Piero Croia. Nelle file dietro c’è la società civile, anche qualche militante di estrema destra, come Simone Perticarini, il presidente di ‘Aries-Officina NazionalPopolare’. Il primo a prendere la parola è Ciarapica, che definisce Vannacci "una presenza importante", poi tocca a Troiani: "il libro fa discutere? In democrazia bisogna poterne parlare", quindi la parola passa a Paolo Piccinelli, già generale dei carabinieri e attuale vicepresidente del Paolo Ricci: "Non capisco tutte queste polemiche sulle frasi del libro. Non ricordo analoghe levate di scudi con ergastolani che hanno insegnato nelle università". Vannacci parla in lungo e in largo del suo ‘Mondo al contrario’, affrontando tutti gli argomenti, dalla società multiculturale ("in Francia e Inghilterra ci sono interi quartieri dove non entrano le forze dell’ordine e vige solo la Sharia"), all’ambientalismo ideologico ("quelli che bloccano il traffico vadano a lavorare") fino alle questioni del gender e delle carriere Alias: "Mi preoccupa che uno con un batacchio tra le gambe possa far la doccia negli spogliatoi delle femmine solo perché si dichiara di un altro sesso". Di nuovo aggiunge che "oggi dovrebbe essere obbligatorio cantare l’inno di Mameli nelle scuole". Parole di apprezzamento verso le posizioni dell’autore vengono espresse da due cittadini che dicono di essere ex appartenenti a Parà e Folgore, ma anche da un cardiologo di Ascoli, mentre un avvocato di Civitanova chiede a Vannacci se abbia avuto pressioni dall’Esercito dopo la pubblicazione del libro. Il militare nega. Ad intervenire nel finale è anche il presidente del Paolo Ricci, Alfredo Perugini: "Non fraintendetemi, ma tutto ciò che stiamo dicendo è ovvio. Purtroppo per dirlo dobbiamo fare una conferenza, mentre i miei genitori queste cose me le insegnarono cinquanta anni fa".