Ala Bianca sulla mostra di Venezia "Nostre cinque colonne sonore"

La casa di produzione musicale modenese ha firmato anche il documentario su Jannacci

Ala Bianca sulla mostra di Venezia  "Nostre cinque colonne sonore"

Ala Bianca sulla mostra di Venezia "Nostre cinque colonne sonore"

di Stefano Marchetti

Il segreto del successo? "Non abbiamo mai inseguito le hit, ma abbiamo sempre privilegiato i contenuti, quelli che durano nel tempo", spiega Toni Verona, fondatore e ‘anima’ di Ala Bianca Group, compagnia di edizioni e casa discografica tutta modenese (la sede in via Emilia Est), con più di 40 anni di esperienza e uno sguardo nazionale e internazionale. All’80ª Mostra del cinema di Venezia e alle Giornate degli Autori, Ala Bianca è presente con cinque film di cui ha prodotto la colonna sonora: sono "Lubo", il nuovo lavoro di Giorgio Diritti, candidato al Leone d’oro, con musiche originali di Marco Biscarini, "Enzo Jannacci, Vengo anch’io", docufilm sull’indimenticabile cantautore con le musiche del figlio Paolo, "Parola ai giovani" di Angelo Bozzolini, ispirato alle idee e alle canzoni di Giovanni Caccamo e al suo album "Parola", "L’invenzione della neve" di Vittorio Moroni, accompagnato dai brani di Mario Mariani, e "L’experiénce Zola" di Gianluca Matarrese, produzione italo francese con le musiche originali di Cantautoma. "Siamo l’unica azienda indipendente italiana ad avere cinque colonne sonore al festival – aggiunge Verona –. Per noi un privilegio e un motivo d’orgoglio. Ma è il frutto di un percorso e di una visione".

Già, perché non è per voi un debutto nel cinema...

"Da una decina d’anni produciamo musica per film e documentari. Per esempio ‘Italy in a day’ di Gabriele Salvatores, ‘Anime nere’ di Francesco Munzi, ‘Cesare deve morire’ dei fratelli Taviani e ‘Fuocoammare’ di Francesco Rosi, entrambi Orso d’oro a Berlino. E anche la colonna sonora di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’ di Gabriele Mainetti, sette David e due Nastri d’argento, ‘Volevo nascondermi’ di Diritti e i film di Ficarra e Picone".

Come è nata Ala Bianca?

"Siamo nati in provincia ma siamo aperti al mondo, mantenendo sempre la nostra indipendenza. L’azienda, fondata nel 1978, si occupò dapprima di editoria musicale e dal 1988 anche di discografia, con distribuzione Warner Music. Siamo ‘artigiani della musica’. Io ho iniziato questa attività per passione, curiosità e amore per la musica, fino a quando è divenuta professione. Il nome Ala Bianca fu scelto da Corrado Bacchelli, allora mio socio, e si ispirava al titolo di una canzone dei Nomadi".

Come è stato il vostro percorso?

"Iniziammo producendo musica dance in lingua inglese, molto richiesta nel mercato europeo e asiatico. Ma pensando al valore dei contenuti’ nella musica, abbiamo poi individuato il più grande catalogo di canzone popolare d’Europa, ‘I Dischi del Sole’: in accordo con l’Istituto Ernesto De Martino, lo abbiamo ripubblicato, digitalizzandolo e rimasterizzandolo. Poi, in collaborazione con il Club Tenco, abbiamo ideato la collana di musica d’autore ‘I Dischi del Club Tenco’ con brani dei più grandi artisti della canzone d’autore, da Conte a De André, Vecchioni e Guccini. Negli anni abbiamo costituito un catalogo discografico di circa 15mila master ed editoriale di circa 30mila titoli"

E oggi le colonne sonore...

"Una decina di anni fa abbiamo preso atto che il mercato stava cambiando e la musica veniva ascoltata digitalmente, non più attraverso il possesso del cd. Quindi abbiamo individuato una nuova via orientandoci verso cinema e documentario. Una scelta ponderata che ci ha consentito di rinnovarci proseguendo il cammino".

Nel suo percorso lei ha collaborato con molti artisti. Qualche ricordo?

"Uno su tutti, quello di Enzo Jannacci che lasciò una major per venire con noi. Con lui nacque un rapporto di grande stima e amicizia. Enzo ha avuto sempre intuizioni geniali, l’ho sempre visto come un uomo fra terra e cielo. E siamo onorati oggi di lavorare con suo figlio Paolo".

Voi non avete mai inseguito le hit, però nel vostro catalogo ci sono...

"Beh sì, e sicuramente la più celebre è ‘Figli delle stelle’ di Alan Sorrenti, un’artista con cui la nostra azienda collabora fino dagli inizi. Un grande successo diventato ormai un classico, che continuerà ad accompagnarci".