Alice, l’assenza del marito fa rumore. Pensa al funerale e alla figlioletta. La difesa di Gaaloul chiede tre perizie

Negrini non ha voluto essere in tribunale per queste prime udienze: chiede un supplemento di indagine. L’avvocato Ghini sollecita altri test sulla vettura andata a fuoco: "Ci sono resti di reperti da esaminare"

Alice, l’assenza del marito fa rumore. Pensa al funerale e alla figlioletta. La difesa di Gaaloul chiede tre perizie
Alice, l’assenza del marito fa rumore. Pensa al funerale e alla figlioletta. La difesa di Gaaloul chiede tre perizie

Modena, 9 febbraio 2024 – Ha deciso di lasciare spazio ai professionisti. Ora, ciò che più gli importa è poter dare l’ultimo, logorante addio alla moglie. Grande assente alla delicata udienza di mercoledì, nel processo per omicidio contro il 30enne Mohamed Gaaloul, Nicholas Negrini, marito della giovane mamma uccisa Alice Neri. Pare che Negrini abbia deciso di non presenziare a quelle che si definiscono ‘udienze tecniche’, in attesa che il procedimento entri nel vivo e nella convinzione che – a livello investigativo – ci sarebbe ancora da fare. Per il momento quindi Negrini ha scelto di restare un po’ lontano dalle aule del tribunale, affrontare intimamente il proprio dolore ma, soprattutto, dedicarsi alla figlioletta e attendere che il corpo della giovane moglie venga ‘liberato’ per organizzare gli attesi funerali dopo 14 mesi dal delitto.

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A breve, il prossimo 21 febbraio è prevista la seconda udienza: quella in cui la Corte scioglierà le riserve circa le eccezioni sollevate dalla difesa dell’imputato: prima tra tutte quella di nullità dell’interrogatorio e, di conseguenza, del decreto di giudizio immediato. L’avvocato Ghini, in aula non ha nascosto come "ci voglia molto più coraggio ad accogliere l’eccezione piuttosto che a respingerla", ma ne ha ribadito la fondatezza in ottica difensiva. Il legale dell’imputato ha inoltre fatto richiesta di ulteriori tre perizie, già chieste in incidente probatorio e respinte in quanto ritenute da un lato esplorative e dall’altro in quanto troppo vicine i termini di scadenza della misura cautelare.

Si tratta di perizie legate alla perquisizione effettuata sulla vettura della vittima a luglio dello scorso anno. In quell’occasione, su richiesta della dottoressa Cattaneo, consulente della procura si era proceduto ad una perquisizione dell’auto, in particolare della zona ‘baule’ dove furono rinvenuti numerosi frammenti ossei riconducibili alla vittima. In quell’occasione il consulente della difesa evidenziò come tutte le tracce portassero ad escludere che l’incendio fosse stato provocato con olio esausto e come fosse improbabile che il rogo si fosse originato nella zona posteriore della vettura. "Tutti i dati oggettivi – sostiene Ghini – la fusione dei vetri solo nella parte anteriore sinistra, la deformazione delle lamiere avvenuta solo nella zona anteriore e dall’altra parte il rinvenimento dei vetri integri nella parte posteriore hanno portato il consulente ad affermare con sostanziale certezza come l’incendio avesse avuto origine nella parte anteriore sinistra con l’utilizzo di benzina. Sempre nel corso della perquisizione – spiega – erano stati rinvenuti i resti di un circuito elettronico e di una scheda porta sim sul sedile posteriore, che chiediamo di analizzare per comprendere se si tratti di resti di cellulare o di un tracciatore gps o di altro".

Lunghissima la lista testi indicata dalla difesa dell’imputato – 84 testimoni – e quella indicata dal pm. Considerato che molti testi sono in comune parliamo in tutto di 136 testimoni, tra cui una ventina di consulenti. Tra questi il perito balistico del Tribunale di Roma dottoressa Raffaella Sorropago, criminalista, esperta in Bpa. "Stiamo ancora effettuando le prove della ‘Bloodstain Pattern Analysis’ per capire quanto sangue si potesse disperdere in base alle lesioni da arma bianca indicate dal medico legale. Ovviamente – spiega – ci sono lesioni da arma bianca sulle ossa ma, non avendo più il corpo non possiamo sapere quante fossero quelle sui tessuti molli. Una volta ottenuti i risultati, dobbiamo capire quanto fosse possibile non avere tracce ematiche sulle mani, sul borsello e sulla cinghia del borsello nonché sulla giacca e sui pantaloni".